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Vigilia blindata

Fin dalle prime ore del mattino di oggi il sito espositivo di Expo 2015 è stato isolato: nessuno, esclusi gli addetti ai lavori già presenti all’interno, nemmeno gli addetti alla vigilanza privata, ha potuto avvicinarsi all’area dei padiglioni, sottoposta ad una capillare opera di bonifica ad opera degli artificieri dell’Esercito.

La tensione, in questa vigilia caratterizzata da ritardi e confusione, è palpabile. I vertici di Expo 2015 ostentano sicurezza e anche noi fino a qualche giorno fa eravamo ottimisti, osservando lo straordinario impegno delle maestranze per completare a tempo di record il lavoro arretrato. Ma l’organizzazione e la sicurezza sono un’altra cosa e s’è visto quanto siano scoperti i nervi in una Milano che ospita un gran numero di soggetti definiti “a rischio” dalle stesse forze dell’ordine, come i militanti dell’area antagonista, soggetti appartenenti alla galassia anarchica europea e  – naturalmente – gli estremisti islamici.

Ma davvero la giornata inaugurale è a rischio? Si lo è, ma a nostro avviso più per il caos organizzativo che non per i rischi, più o meno concreti, di atti violenti. Caos che è palpabile anche dagli addetti ai lavori, come molti giornalisti che pur avendo completato la procedura di accreditamento già da tempo, non hanno ancora in mano fisicamente un accredito. Riusciranno ad accedere all’area espositiva?

Il rischio ingorgo è molto alto. Le porte di accesso alla manifestazione sono diverse, ma le indicazioni non sono chiarissime: è vero, è solo il primo giorno e si potranno risolvere molti problemi strada facendo, ma dopo un lavoro preparatorio di anni ci aspettavamo decisamente di più e meglio.

Insomma, incrociamo le dita. Non siamo tra quelli che gufano contro Expo 2015, anzi. Siamo sconcertati però da come si sia potuti arrivare così in ritardo a completare l’area espositiva e ad informare adeguatamente visitatori ed addetti ai lavori. Eppure ci auguriamo che la grande manifestazione parta con il piede giusto: che porti fortuna il bellissimo albero della vita, realizzato in acciaio e legno, posto simbolicamente a guardia del padiglione italiano.

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