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Vincere la battaglia contro la disoccupazione: consigli pratici

Oggi la ricerca di un lavoro è, a tutti gli effetti, un lavoro a tempo pieno. Un full time deludente e demotivante, che lascia l’amaro in bocca ad un intero esercito di disoccupati, guidato dai giovani laureati e dai Neet. Ogni giorno le truppe dei “senza lavoro” combatte la propria battaglia personale tra annunci, curricula, lettere di presentazione e, quando gira per il verso giusto: preselezioni, assessment, colloqui individuali. Ogni sera, i soldati tornano a casa rassegnati e con un pizzico di speranza in meno. Senza uscire dalla metafora :la guerra sarà anche all’ultimo sangue, ma i guerrieri si battono troppo spesso con le armi sbagliate. A questo proposito sono Daniela Caputo, Social Media Manager di ManpowerGroup Italia, e Francesco Cusaro, HR Group Director in TXT, a prodigarsi in consigli per aiutare i giovani a destreggiarsi tra le scarse offerte lavorative, evitare gli errori più comuni e, finalmente, vincere la propria battaglia.

giovani disoccupati

Chiarirsi le idee è il primo passo. Spesso i giovani non sono sufficientemente incoraggiati a capire cosa vogliono esattamente. Obiettivi professionali vaghi e mancanza di una adeguata strategia di ricerca allontanano ancor di più dalla tanto agognata meta finale. La costanza non basta: sono necessari tecnica e costante senso critico, ovvero bisogna imparare ad utilizzare i giusti strumenti nei luoghi e nei tempi giusti.

Il curriculum non è un file statico salvato nel computer. Un’altro errore risiede nel vizio di redigere il cv, salvarlo ed aspettare nuove esperienze formative o lavorative per effettuare degli aggiornamenti. Il curriculum vitae è dinamico e va adattato alle specifiche esigenze dell’azienda a cui ci si candida, enfatizzando, di volta in volta, determinati aspetti; altrimenti il rischio è quello dell’anonimato. Secondariamente il curriculum non va inviato a casaccio, ma bisogna assicurarsi di essere il linea con il profilo ricercato e, in caso contrario, dirottare la ricerca verso quelle imprese che meglio possono riconoscere e sfruttare il nostro potenziale.

“Sono inesperto, per me non c’è posto”. Questa è la tipica frase di un rinunciatario: riconoscere i propri limiti non è segno di debolezza ma un prezioso momento di crescita. Non basta prendere atto delle proprie mancanze, occorre anche sapervi porre rimedio in modo intelligente, puntando- per esempio- sullo sviluppo di competenze appetibili per le aziende. Padronanza delle lingue, flessibilità, capacità di mettersi in gioco sono qualità particolarmente ricercate. E’ importante saper abbassare “il tono” ed essere disposti a lanciarsi in esperienze lavorative non in linea con la nostra formazione ma in grado di sviluppare competenze tecniche e trasversali.

trovare lavoro

Una bussola per mantenere la rotta. Navigare su Internet è tanto utile quanto indispensabile per cercare un’occupazione ma il rischio di fare confusione è sempre in agguato. Innanzitutto i siti per gli aspiranti lavoratori si dividono in due categorie: generalisti e specialistici. Tra i primi troviamo tutti i motori che consentono di personalizzare la chiave di ricerca e propongono risultati provenienti da tutto il web: Indeed, Carrerjet, Infojob, Monster ne sono un esempio. I portali specialistici invece, sono interamente dedicati ad annunci e offerte specifici per una determinata categoria professionale: Jguana per gli informatici, Lavoricreativi per il settore della comunicazione sono solo alcuni esempi. E’ bene mantenere una panoramica delle nuove offerte tenendoli d’occhio entrambi. In seconda battuta ci sono i siti delle aziende: utilissima la sessione “lavora con noi” che apre un ventaglio di possibilità non sempre pubblicate su altri siti.

Attenzione ai social network. I selezionatori si affidano sempre più spesso a facebook & co per reclutare i candidati e approfondire la loro personalità. Postare l’ennesima foto che ci ritrae felicemente alticci e intenti a fare baldoria con gli amici può essere estremamente controproducente. E’ necessario accordare la nostra vita personale al profilo che vorremo mantenere a livello professionale: banditi dunque status e tags sconvenienti.

Foto credit:  giorgio tacconi @Flickr, e di photologue_np @Flickr

 

 

 

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