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Vino sostenibile? Ce lo dice l’etichetta “VIVA”

Ripercorrere la filiera vite-vino? Da ora si può, grazie ad una nuova etichetta – “VIVA” – che rende trasparente i criteri messi in atto nella produzione del vino.

Perché anche i consumatori possano conoscere l’impegno ambientale del settore vitivinicolo, già nel 2011 il Ministero dell’Ambiente ha avviato un progetto – VIVA Sustainable Wine– volto a fornire dati che attestano la performance ambientale dell’azienda produttrice.

vino iniziativa Wineria Milano

Sono nove le aziende vinicole italiane (Masi Agricola, F.lli Gancia & Co, Marchesi Antinori, Castello Montevibiano Vecchio, Venica&Venica, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta eTasca d’Almerita) e tre gli enti di ricerca (il Centro di Competenza Agroinnova dell’Università di Torino, il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia e il Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) che hanno deciso di prendere parte alla sperimentazione per certificare le proprie pratiche di sostenibilità.

Sulla base di quattro indicatori (acqua, aria, territorio e vigneto) le aziende hanno potuto misurare l’impatto della loro produzione sull’ambiente e mettere in atto un percorso di miglioramento. L’etichetta riporta un QRcode, che rinvia ad una pagina web dedicata dove il consumatore potrà accedere a tutti questi dati. I risultati del progetto pilota sono stati presentati lo scorso marzo al Vinitaly di Verona.

(fonte: La Repubblica; autore dell’immagine principale Chris Ford, da Flickr.com )

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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