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Violenza sulle adolescenti, intervista alla Dottoressa Donatella Galloni: i pericoli di internet e dell’assenza dei genitori

Dopo aver parlato di Teen Dating Violence e rimanendo in tema 8 marzo e rispetto per le donne, Urban Donna ha avuto la possibilità di intervistare la dottoressa Donatella Galloni, assistente sociale presso l’SVSeD di Milano. Ecco cosa ci ha spiegato riguardo le violenze subite da adolescente, i pericoli che si incorrono a causa di un uso senza controlli della rete internet e soprattutto di una tendenze generale alle famiglie “deleganti”.

Ci può spiegare che cosa è l’SVSeD e di cosa vi occupate?
Noi siamo un servizio pubblico che si chiama Soccorso Violenza Sessuale e Domestica e che nasce nel 1996 dopo le nuove norme sulla violenza sessuale. Nasce quindi agli inizi come luogo di accoglienza sanitaria e psicosociale per tutte le vittime di violenza sessuale, senza un target di età predefinito e nemmeno di sesso; certamente si tratta per lo più di donne ma ci sono anche uomini e bambini. L’SVSeD nasce quindi con un pool di ginecologhe, medici legali, assistenti sociali e psicologhe. Nel 2007 si è ampliata, si parla di violenza di genere e arrivano donne che hanno subito violenza sessuale all’interno di una relazione maltrattante. C’era infatti la necessità di avere un luogo di emergenza, che andasse a supportare il pronto soccorso e tutti quei centri che si occupavano di violenza domestica e quindi il centro si amplia e diventa SVSeD. Si tratta quindi di un servizio molto complesso che ha sia personale dell’ospedale che dell’Ats.

Ci può parlare dei casi di violenza in coppie di adolescenti con cui vi confrontate?
Per il momento sono davvero pochi i casi che trattiamo di violenza nelle coppie di adolescenti e solo perché sono i genitori che si rivolgono a noi. Solitamente infatti sono i genitori a spiegarci che la figlia sta vivendo una situazione con il proprio ragazzo, di solito sono sedicenni; la ragazza magari cerca di chiedere aiuto perché lui è molto geloso ma non riesce a interrompere la relazione. E quando arrivano questi casi la richiesta è doppia: aiutate mia figlia a gestire questa situazione e aiutate noi a gestire nostra figlia perché non siamo in grado. Sono situazioni molto complesse che questi genitori non riescono a gestire perché pensano “se le proibisco di vedere il ragazzo, lei potrebbe scappare”. In generale perché comunque trattare con gli adolescenti non è facile, mettono in atto comportamenti ricattatori nei confronti dei genitori. Inoltre per gli adolescenti è molto più difficile riconoscersi come vittima di un maltrattamento, difficile che diano questa connotazione.

Che tipo di ragazze sono quelle che cadono in queste situazioni?
Si tratta per lo più di ragazze poco seguite dai genitori e che a un certo punto hanno bisogno di riempire dei vuoti e si affrancano a questi ragazzi che sono dei maltrattanti. Inoltre sono molte le ragazze che arrivano da noi per violenza sessuale e che sono state adescate tramite i social network. Iniziano magari a chattare con persone dai profili fasulli e vanno a questi appuntamenti al buio e poi vengono violentate. Solitamente si tratta spesso di ragazze che nel gruppo dei pari hanno poche relazioni significative ed è attraverso lo schermo che iniziano a conoscere molte persone. Diventano soggetti che ti dicono “io ho un sacco di amici” però si tratta esclusivamente di amici virtuali.

Quali sono i rischi in questi casi?
Ci sono i casi in cui sono sempre i genitori a rivolgersi a noi perché scoprono che in internet girano foto delle proprie figlie in atteggiamenti “intimi” poiché il ragazzo le aveva chieste e loro fidandosi le avevano scattate e inviate. Quindi molto spesso gli abusi in questi casi avvengono tra ragazzi dello stesso gruppo, della scuola.

Cosa spinge queste ragazze a inviare questo tipo di immagini senza pensare alle conseguenze?
Principalmente si tratta sempre di casi di dipendenza affettiva; la risposta che potrebbe darle una ragazzina è che, a fronte di una richiesta del genere del fidanzatino, se lei non lo fa lui la lascia. Si accettano molto spesso queste situazioni per paura di essere lasciati e quindi di rimanere soli.

Lei mi sa descrivendo una generazione di ragazze estremamente insicure..
Tenga conto che solitamente sono ragazze che non hanno in famiglia punti di riferimento affettivi validi. Io ritengo che ci siano troppe famiglie deleganti, famiglie assenti; assente non perché lavoro e sono fuori tutto il giorno ma come figura affettiva e di contenimento. Mancano dei no, dei divieti anche relativi proprio a questi mezzi di comunicazione e quindi stanno ore e ore di fronte a uno schermo. Il cellulare diventa quasi una loro estensione, che è presente in ogni momento della vita e il genitore non riesce a gestire la situazione.

Di base c’è quindi un problema a livello familiare?
C’è un’incapacità di mettere dei divieti e quest’immaginario di essere amici dei propri figli, come se si avesse paura a fare il genitore. Ad esempio madri che si beano di scambiarsi i vestiti con e proprie figlie adolescenti ma questo crea un fraintendimento che poi non si riesce a gestire: tu non devi essere amico di tuo figlio, devi essere il genitore, sei l’adulto. Devi contenere e proteggere tuo figlio, dare dei valori forti al proprio figlio. Il modello educativo passa anche attraverso dei no ma soprattutto attraverso il parlare e il dialogare.

Credit Foto: Grzegorz Placzek / Shutterstock

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