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Vittime Dimenticate, Daniele Polimeni e il barbaro assassinio: 12 anni senza verità

“Ha sbagliato Daniele, e ha pagato caro senza avere una seconda possibilità. Il 30 marzo del 2005 ha un appuntamento a Favazzina, una zona di mare a pochi minuti da Scilla, praticamente deserta d’inverno. E’ una trappola. Lo uccidono a colpi di pistola, lo denudano e poi bruciano il corpo. Il killer se ne va con la sua Bmw, percorre diversi chilometri fino al quartiere San Gregorio di Reggio. Lì dà fuoco anche all’auto e poi sparisce. Un modo per sviare le indagini e prendere tempo. La carcassa del mezzo la trovano la sera stessa, il cadavere carbonizzato il giorno successivo. Solo dopo diverse ore i due fatti vengono collegati e viene dato un nome a quel corpo irriconoscibile.” Scrivono così Danilo Chirico e Alessio Magro nel Cap. XiX – Troppo piccoli per morire. Raccontano la storia di Daniele Polimeni. Un giovanissimo ragazzo di Reggio Calabria strappato alla vita troppo presto. E ucciso nel modo più barbaro possibile: colpi di pistola, fuoco e fiamme sul suo corpo. Abitava a Santa Caterina, quartiere a pochi passi dal centro storico reggino, Daniele.

L’omicidio di Daniele Polimeni avvenuto il 30 marzo 2005 resta ancora oggi un mistero. “A un anno di distanza, il quartiere scende in piazza – continua il racconto di Danilo Chirico e Alessio Magro –  Ci sono tantissimi ragazzi di Santa Caterina e dei rioni vicini. Si parte dal cortile dell’isolato 51 di Via Clearco, dove abitava Daniele. C’è anche don Luigi Ciotti di Libera, venuto a portare la sua solidarietà e il suo messaggio di speranza. È un corteo contro la ‘ndrangheta, con gli striscioni e i cori.” Sono passati 144 mesi dalla morte di Daniele Polimeni. Due cose sono immutate nel corso di questi dodici anni: il silenzio dei colpevoli e la rabbia degli amici.

Dopo 10 anni le vite di Daniele e Anna – la madre della vittima – si sono rincontrate. Lo scorso 14 luglio 2015, infatti, la mamma di Polimeni è morta. Era diventata un’icona per le attività di Libera a Reggio Calabria: “Da allora questa mamma caparbia è sempre stata anima delle attività di Libera a Reggio Calabria, un corpo esile, un grande sorriso, sempre al nostro fianco nelle marce e in prima fila nel rivendicare il diritto alla memoria per le tante vittime innocenti.” È il ricordo che l’associazione di Don Ciotti ha voluto dedicare alla signora Anna.

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Daniele Polimeni, un ragazzo di 19 anni strappato troppo presto alla sua giovane vita. “Daniele lo conoscono tutti, ha molti amici e sta spesso nella piazzetta di Santa Caterina, il ritrovo dei ragazzi che vivono nella zona. È un tifosissimo della Reggina, la squadra della città. Una grande passione nata nella sua travagliata adolescenza, un amore ripagato dai successi calcistici degli amaranto, che hanno conquistato la Serie A e lottano alla pari con le big del campionato. La domenica è un rito sacro: le partite casalinghe da vivere nella trincea della Curva Sud, le altre gare da seguire in diretta tv insieme agli amici oppure in trasferta, con gli ultrà del suo quartiere. Il bomber dei Boys è una seconda pelle. Quante avventure, quante zingarate, quante botte prese e date, quante amicizie…”

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