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Vittoria incidente, il papà di Alessio: «Mio figlio e mio nipote sono morti davanti ai miei occhi. Chiedo giustizia!»

Vittoria incidente. Non ha più lacrime Alessandro D’Antonio, il papà di Alessio, il ragazzino tranciato insieme al cuginetto Simone, da un SUV. L’uomo, distrutto, ha rilasciato una toccante intervista a “Il Corriere della sera”, in cui emerge chiaramente il dolore e la rabbia per quanto accaduto giorni fa. «Ho detto che vado via di casa perché non riesco più a entrarci. Li ho visti morire davanti ai miei occhi, mio figlio e mio nipote. Dalla veranda stavo parlando con i bambini che erano giù, ho detto loro di entrare. Mia figlia di due anni chiamava suo fratello, ha visto tutto, come ho visto io. Ho visto mio figlio volare, lo hanno tagliato a metà. E mio nipote anche!», ha affermato Alessandro D’Antonio, giustificando così la decisione di abbandonare l’abitazione davanti alla quale è avvenuto il terribile incidente, quella stessa casa però dove ha visto crescere suo figlio.

«Voglio lasciare quella casa: mio figlio e mio nipote sono morti davanti ai miei occhi!»

«Chiedo giustizia!», questa la richiesta di Alessandro D’Antonio, che prega chi ci governa di fare qualcosa, proprio perché un’esperienza tanto devastante non si ripeta: «Mio figlio e mio nipote non ci sono più, se poi domani a questo danno uno o due anni, cosa abbiamo risolto? Questo non è un incidente come gli altri. Stiamo parlando di persone che vanno in giro sfrecciando come un missile. Una persona del genere non può uscire dopo pochi anni». Un epilogo drammatico, la famiglia dei due ragazzini si era aggrappata ad una flebile speranza, quella di vedere salvo Simone. Dopo l’amputazione della gambe, ritenuta necessaria dai medici, invece, non c’è stato niente altro da fare: «Sì, abbiamo pregato tutti, anche in chiesa. I bambini erano talmente legati che forse doveva andare così. Speravo per mio fratello. Sono distrutto, il pensiero di non vedere più mio figlio mi toglie le parole. Non era un bambino, era un mezzo uomo».

«Mia moglie ha sofferto per partorirlo e ora deve avere il dolore di seppellirlo!»

Giustizia chiede il padre, non vendetta. Alla guida del Suv c’era il trentaquattrenne Rosario Greco, figlio di un boss, che è risultato positivo ad alcol e droghe. L’uomo, assieme agli tre passeggeri, è fuggito a piedi per il timore di essere aggredito. «Io ringrazio tutti. Però quello che chiedo è una sola cosa: giustizia. Lo chiedo anche a voi giornalisti, non dobbiamo mollare. Prima che per me, lo dico per mia moglie. Lei ha sofferto per partorirlo e ora deve avere il dolore di seppellirlo. Chi ha fatto questo deve pagare. Parlo a tutte le mamme e i papà, e anche a chi non è genitore: chiediamo giustizia, di cose sbagliate in Italia ne ho viste tante. Non dimentichiamo questi bambini!», ha concluso il papà di Alessio, Alessandro D’Antonio.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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