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Vittorio Feltri: «Camilleri? Mi dispiace se muore, ma così Montalbano non mi romperà più i cogli**i!»

Andrea Camilleri è ancora ricoverato all’Ospedale Santo Spirito di Roma, dopo l’arresto cardiaco avvenuto lo scorso lunedì. Le sue condizioni restano stabili, ma purtroppo critiche. All’alba del terzo giorno di degenza in clinica è arrivato l’editoriale di Vittorio Feltri su Libero uscito mercoledì 19 giugno 2019. Non poteva non scoppiare una polemica, del resto il silenzio di queste ore non poteva che essere preludio per un articolo scritto proprio per far discutere. Dal dispiacere per la salute di Camilleri Vittorio Feltri è passato poi a parlare delle considerazioni sue personali, che hanno toccato l’opera che ha reso famoso in tutto il mondo lo scrittore siciliano: Il Commissario Montalbano. 

Vittorio Feltri: «Camilleri è in punto di morte e probabilmente se ne andrà presto. Aveva un talento notevole di narratore che me lo rendeva simpatico!»

«Camilleri è in punto di morte e probabilmente se ne andrà presto. Mi affretto a dire che, per quanto comunista, aveva un talento notevole di narratore che me lo rendeva simpatico!», ha esordito Vittorio Feltri, che parlando di Camilleri usa già l’imperfetto. Il giornalista ne riconosce le doti narrative e le qualità da romanziere: «Alcune sue opere si inseriscono perfettamente nella tradizione letteraria siciliana, cito a capocchia Pirandello, Verga, Sciascia. (…) Le capacità affabulatorie di Camilleri non sono in discussione, la struttura matematica dei suoi racconti è esemplare e ammirabile!». Nello stesso pezzo si legge anche: «L’arte non ha bandiere e quella di Camilleri va riconosciuta per quello che è: mirabile. Non tutta, ma quasi. Oggi di fronte alla probabilmente prossima fine, riconosciamo allo scrittore ogni merito tecnico e a lui ci inchiniamo. L’unica consolazione per la sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i cogli**i almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito Democratico, il peggiore del mondo». 

Vittorio Feltri a “I Lunatici”: «Quando vedo Montalbano mi viene in mente l’altro Zingaretti…»

Parole forti che il direttore di Libero ha ribadito con forza nel corso di un intervista a Rai Radio 2, ospite della trasmissione I Lunatici: «Andrea Camilleri? Non l’ho mai conosciuto, però è chiaro che la sua capacità di applicare criteri matematici ai suoi racconti mi ha sempre sorpreso e ne sono ammirato. Mi dispiace, quando un uomo vecchio muore c’è sempre un certo dolore. Però mi consolerò pensando che Montalbano non mi romperà più i coglioni. Basta, mi ha stancato!». Durante la chiacchierata Vittorio Feltri ha poi aggiunto: «Quando vedo Montalbano mi viene in mente l’altro Zingaretti, che non è il massimo della simpatia. Questa comunque è un’opinione personale e scherzosa, in me Camilleri suscita ammirazione, è un grande scrittore, e bisogna ricordare che la lingua italiana è nata in Sicilia, solo dopo abbiamo adottato quella Toscana. E i siciliani parlano meglio di qualunque altro italiano. E scrivono meglio degli altri italiani!». 

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