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Vittorio Feltri: «Patata Bollente? Non abbiamo offeso la Raggi. Se ci fossimo parlati…»

Vittorio Feltri e il direttore responsabile di Libero, Pietro Senaldi, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa per un articolo dal titolo “Patata Bollente”, pubblicato sulla prima pagina del giornale del 10 febbraio del 2017. A dare l’annuncio, ieri mattina, è stata Virginia Raggi, che nel processo, che si svolgerà a Catania (proprio perché è la città dove viene stampato il quotidiano), si costituirà parte civile. Stamani è arrivato però puntuale l’editoriale su Liberodel bergamasco intitolato Non abbiamo offeso il sindaco di Roma.

Vittorio Feltri

Vittorio Feltri: «Patata Bollente? Non abbiamo offeso il sindaco di Roma Virginia Raggi»

«Gentile dottoressa Raggi, sindaco di Roma, ho letto il suo comunicato in cui annuncia trionfalmente di aver ottenuto dal gup di Catania il mio rinvio a giudizio, oltre che di Pietro Senaldi, per un titolo a lei dedicato oltre due anni fa da Libero, ‘Patata bollente’, sopra un mio pezzo in tema assolutamente rispettoso della verità. Capisco la sua gioia nel costringere due giornalisti a rispondere del loro lavoro in Tribunale, persone non grilline e neppure smaccatamente di sinistra, quindi antipatiche e degne di fucilazione. Si dà però il caso che l’espressione ‘patata bollente’ sia di uso comune, tanto è vero che una femminista incallita quale Lilli Gruber dovette annunciare la proiezione su La7 di un film intitolato appunto ‘Patata bollente'”», scrive Vittorio Feltri.

Molti ricorderanno un ‘raffinatissimo’ titolo che mi dedicò oltre due anni fa il quotidiano Libero, “La patata…

Pubblicato da Virginia Raggi su Giovedì 12 dicembre 2019

 

«Se io e lei ci fossimo parlati non saremmo arrivati a questo punto morto…»

Il direttore di Libero è tornato a parlare di quel pezzo uscito due anni: «Quanto al mio articolo rigorosamente narrativo mi sono limitato a sottolineare la stravaganza di un fatto: lei andava a parlare con un suo collaboratore, cui aveva aumentato lo stipendio, sul tetto dell’edificio comunale e io segnalai la stranezza della cosa affermando che a me non era mai capitato di conversare con una mia giornalista sotto le tegole. Una semplice osservazione confermata dalle cronache. Niente di male», si legge sempre nell’editoriale di Vittorio Feltri. Poi la conclusione amara: «Scrissi che le sue supposte ed eventuali debolezze (chi non ne ha) meritassero le stesse valutazioni riservate a Berlusconi. Frase dubitativa, non assertiva. Quindi non comprendo perché lei ce l’abbia con me visto che in varie circostanze l’ho difesa da attacchi politici e personali. Io credo che certe controversie non vadano affidate alla magistratura che usa il coltello anziché il bilancino del farmacista. Se lei ed io ci fossimo parlati non saremmo arrivati a questo punto morto. Mi creda, con stima». 

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(Profilo Facebook Vittorio Feltri) 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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