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Vogue Fashion Night 2016 Milano: la gente fa la fila ma non sa per cosa

La scorsa notte, per inaugurare la Fashion Week 2016, la capitale della moda ha ospitato la Vogue Fashion Night 2016 di Milano. Prima di procedere con la descrizione dei fatti, è meglio specificare in cosa consiste l’evento: non esiste un luogo, un negozio, un bar o un punto di incontro in cui si svolgono gli eventi, ma è tutta Milano ad entrare nel mood della Vogue Fashion Night. Da Corso Como a Via Torino, da Corso Genova a via Montenapoleone, quindi, è un costante susseguirsi di code e persone che si mettono in fila senza sapere perché e per cosa.

Una situazione eclatante è quella che si è verificata all’uscita dell’OVS in via Torino: per la Vogue Fashion Night 2016, il negozio ha ospitato Alvaro Soler, per un live di poco più di mezz’ora. Le bambine, tra i 7 e i 15 anni, e le signore, tra i 40 e i 50 anni, hanno ben pensato di mettersi in coda. Era un tripudio di “Ma chi c’è?”, “E chi è questo”, “Vabbè, ormai sono qua”. Nel momento in cui la sicurezza ha aperto le porte per far entrare la gente, le persone in coda, che sapessero o meno cosa stessero facendo, hanno iniziato a spintonare, bloccando anche la circolazione del tram: l’ora del pasto allo zoo era finalmente arrivata. Se la Vogue Fashion Night 2016 di Milano si potesse riassumere in una sola parola, il termine disagio sarebbe il più corretto.

Sono circa 180.000 i visitatori che quest’anno hanno raggiunto Milano per approfittare di cibo e alcool gratis. I negozi aperti fino a tarda serata, infatti, non hanno sortito alcuna reazione. Del resto, con la crisi, non ci si può permettere l’ultima borsa dello stilista famoso che a Milano ha presentato la sua ultima collezione. L’importante, però, è indossare un abito di dubbia eleganza per andare alla Vogue Fashion Night e farlo sapere subito al popolo di Facebook ed Instagram. Oltre alle persone disposte a stare in fila almeno un’ora per un cocktail gratis, hanno preso parte all’evento anche persone con una concezione particolare di moda, quella che si trova a metà strada tra “Non ho specchi in casa” e “Sto superando i limiti della decenza“: ed è qui che ci ricolleghiamo al disagio che la scorsa notte ha popolato le strade di Milano.

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