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Voluntary Disclosure Bis Italia 2016: come aderire, le sanzioni e le novità

La Voluntary Disclosure Bis è una nuova iniziativa varata dal Governo per raccogliere gettito fiscale aggiuntivo. Voluntary Disclosure sta per “Rivelazione Volontaria”: chi ha accumulato denaro su cui non sono state pagate le imposte dovute, può dichiararne l’esistenza e pagare le imposte pregresse, il tutto senza subire le sanzioni previste in caso di accertamento. Quali capitali sono soggetti alla Voluntary Disclosure Bis? A quali condizioni? Come si può fare ad aderire? Che tipo di imposte è necessario pagare?

Voluntary Disclosure Bis: a quali casi si applica?

La Voluntary Disclosure del 2015 era principalmente mirata all’autodenuncia di depositi detenuti all’estero, relativi a incassi non dichiarati e su cui quindi non erano state pagate imposte. Questa operazione portò a gettiti fiscali supplementari per quasi 4 Miliardi di €. La Voluntary Disclosure Bis è mirata soprattutto all’autodenuncia di capitali detenuti in cassette di sicurezza, in Italia, relativi ad incassi non dichiarati e quindi non tassati.

Voluntary Disclosure Bis: a quali condizioni si può aderire?

Le condizioni necessarie per poter aderire alla Voluntary Disclosure Bis sono 2:

  • Non aver beneficiato della Voluntary Disclosure del 2015
  • Le somme denunciate non devono essere soggette ad un accertamento in corso

Voluntary Disclosure Bis: come si può fare ad aderire?

Per aderire alla Voluntary Disclosure Bis, è necessario che all’apertura della cassetta di sicurezza contenente le cifre non dichiarate, sia presente un notaio, che proceda all’inventario delle stesse. Il contribuente deve autocertificare che le somme in questione non derivano da attività illecite. Su queste somme deve poi calcolare le imposte dovute e presentare domanda telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Voluntary Disclosure Bis: che tipo di imposte è necessario pagare?

Sulle somme detenute in contanti, su cui non sono state pagate le imposte dovute, dev’essere applicata l’Irpef, ossia l’imposta sui redditi delle persone fisiche, calcolata in base ai redditi stessi. Sono previste multe per dichiarazioni errate, mentre per dichiarazioni false sono previste pene detentive fino ad un massimo di 6 anni.

 

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