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#vorreiprendereiltreno, intervista esclusiva a Iacopo Melio per Urbanpost

Iacopo Melio, classe ’92, toscano, studente presso la facoltà di Scienze politiche all’ Università di Firenze, curriculum in “Comunicazione, Media e Giornalismo”. Da qualche tempo spopola sui social network e non solo, per aver lanciato l’hashtag #vorreiprendereiltreno, in nome di una campagna di sensibilizzazione culturale sull’accessibilità al trasporto ferroviario e di denuncia ‘pacifica’ contro le barriere architettoniche che impediscono ai disabili di vivere la quotidianità in modo dignitoso.

Iacopo con Maria Chiara Carrozza

‘Io, la Carrozza, i vagoni e l’amore. Sono single per colpa degli autobus: politici, aiutatemi!! #vorreiprendereiltreno.’ Quattro parole ‘chiave’ e un hashtag hanno dato voce alla tua battaglia, raggiungendo, in breve tempo, una enorme risonanza mediatica. Ad oggi ci sono state risposte concrete da parte delle Istituzioni e del mondo Politico alla tua ‘provocazione’?

“Devo dire che la risposta più sostanziosa è stata quella dell’onorevole Carrozza, che mi ha invitato all’Istituto di Biorobotica a Pontedera per iniziare insieme, con la collaborazione di Trenitalia, un percorso di ricerca e progettazione per una soluzione da adottare, in futuro, a qualsiasi stazione o treno. Abbiamo entrambi la speranza di poter permettere un giorno ai disabili di salire in maniera autonoma su un mezzo pubblico, senza l’aiuto del personale (e quindi senza dover prenotare con largo anticipo tra l’altro) o di terze persone. Ho poi incontrato la senatrice Alessia Petraglia e Mauro Romanelli, presidente regionale di SEL: entrambi, insieme alla senatrice Cantini e all’onorevole Federico Gelli, hanno portato in Parlamento il loro sostegno alla nostra battaglia, chiedendo una tempestiva soluzione per abbattere le barriere architettoniche non solo per quanto riguarda i trasporti. Si è interessato alla battaglia #vorreiprendereiltreno anche Enrico Rossi, il presidente della regione Toscana, ma al momento non mi ha ancora chiesto di incontrarci. Per il momento c’è un’atmosfera di “inconsistenza” fatta di sole parole che spero possa scomparire prima possibile, per lasciare spazio a dei lavori concreti (e quindi a risultati reali).”

11.100 follower su Twitter e più di 1700 amici su Facebook, per non parlare delle centinaia di ‘selfie’ con l’hashtag #vorreiprendereiltreno inviate sul tuo sito web. Ti aspettavi questa ondata di affetto e solidarietà?

“No, non me l’aspettavo assolutamente. Ho scritto un articolo sul mio blog, prendendo spunto dallo scambio di battute con l’ex Ministro Carrozza, solo per lanciare una provocazione ironica e divertente, senza fare polemiche pesanti ma per fare una riflessione “personale”, o comunque tra i lettori del mio blog. Non pensavo che sarebbe stato così ampiamente condiviso… La solidarietà, il rispetto e l’attenzione che sono emerse da tutt’Italia sono già un bel risultato. Abbiamo dimostrato di essere sensibili verso questo tema, ma soprattutto che c’è molto da fare e che le persone lo chiedono a gran voce. Adesso tocca alle Istituzioni non ignorare questa oggettiva richiesta comune.”

vorreiprendereiltreno

L’hashtag ‘#vorreiprendereiltreno’ ha acceso i riflettori su un problema assai grave in Italia, quello dell’accessibilità ambientale. Cosa pensi del potere della comunicazione sul Web?

“Credo moltissimo nella comunicazione in generale (non a caso studio Scienze Politiche, con indirizzo in “comunicazione, media e giornalismo”), a maggior ragione su Internet dove le barriere non esistono e dove chiunque può esprimere la propria opinione, senza alcuna censura. Ciò nonostante non è semplice avere visibilità, proprio perché il mare di messaggi che vengono lanciati ogni secondo è sconfinato… Devo dire che sono stato fortunato, evidentemente ho trovato la formula giusta per affrontare il problema in modo da smuovere qualcosa nella pancia delle persone: anche se la maggior parte del merito va al Ministro Carrozza, perché senza la sua battuta su Twitter non avrei potuto risponderle e, quindi, lanciare “il sasso” che ha dato vita a tutto.”

Come valuti da 1 a 10 la ‘qualità di vita’, rispetto all’accessibilità al trasporto, delle persone disabili in Italia?

“Non saprei dare una valutazione precisa perché le situazioni sono diverse su tutto il territorio nazionale: ci sono anche punti positivi che credo sia giusto evidenziare, affinché possano essere presi come esempio e replicati. Di sicuro darei un voto insufficiente. Finché un cittadino non sarà libero di prendere un mezzo di trasporto pubblico in completa autonomia, e quindi di girare per la propria città senza essere incatenato ad un servizio di assistenza (che va prenotato con largo anticipo, tra l’altro, se non si vuole rimanere a piedi), questo non sarà un Paese né democratico né civile. L’indipendenza è una tra le più grosse conquiste che ci possano essere per qualunque persona, figuriamoci per un disabile. Lo Stato non può impedirla.”

Qual è stata la tua peggiore esperienza come ‘passeggero’ delle Ferrovie dello Stato?

“Non mi ricordo di esperienze particolarmente negative perché le poche volte che ho preso il treno l’ho fatto con i miei genitori, da piccolo, e quindi mi hanno aiutato loro a salire prendendomi in braccio (stavo ancora nel passeggino). Al Liceo lo abbiamo preso per un paio di gite scolastiche ed è andato “tutto bene” perché le insegnanti hanno prenotato il servizio con larghissimo anticipo. Ma questa non è la mia battaglia, è la battaglia di tutti… Mi arrivano ogni giorno un sacco di testimonianze. La cosa peggiore è restare a piedi perché non si è prenotata l’assistenza, ovvero il personale addetto a manovrare la rampa del vagone (nel caso in cui il treno in arrivo ne sia provvisto). Un disabile non è quindi libero di alzarsi una mattina e scegliere di andare alla stazione per fare un giro nella città più vicina, ma deve per forza dipendere da qualcuno: o da un treno, sperando sia attrezzato, o dal personale addetto, per poter salire. Per non parlare degli autobus… Sono in condizioni assurde.”

Permettimi una provocazione. Recentemente, mostrandoti contrariato, hai dichiarato di avere l’impressione che si voglia sfruttare quanto stai cercando di fare ‘Per montare una polemica politica’. Non era anche questo l’intento primario della tua campagna di sensibilizzazione?

“La mia campagna è rivolta alla politica in generale, affinché si adoperi per trovare delle soluzioni concrete al problema. I diritti sono di tutti: non sono né di sinistra né di destra. Per questo le nostre porte sono aperte ad ogni tipo di collaborazione e proposta… Utilizzare #vorreiprendereiltreno per puntare il dito contro un partito è una strumentalizzazione completamente inutile e controproducente. Non dev’essere questa battaglia al servizio della politica per far fare a loro campagna elettorale, ma dev’essere la politica lo strumento per questa battaglia. In questo senso serve la collaborazione di tutti per trovare accordi comuni, perché tirare la corda in sensi opposti non ci porta da nessuna parte.”

Sul tuo blog  e sul sito web ti presenti come un ragazzo amante delle arti, della tecnologia, della vita, una persona piena di sogni e speranza per il futuro, ma anche molto determinata.  Hai già in mente altre iniziative, magari ancora più ‘eclatanti’?

“Ho già un asso nella manica per rilanciare questa battaglia a livello di comunicazione: un grande megafono che potrà riaccendere di nuovo l’attenzione sul problema quando, per ovvi motivi, i riflettori inizieranno a spegnersi (come ogni fenomeno mediatico nato su internet, che in genere ha vita breve). Il tutto però è top secret… Ci saranno comunque, nel tempo, iniziative ed eventi di sensibilizzazione. Un impegno non solo mio ma di tutti quelli che vorranno darmi una mano per portare la nostra voce sul territorio, affinché le persone possano toccare con mano questa realtà e capire che è il momento di fare qualcosa per trovare soluzioni. Nel 2014 è assurdo che ancora si debba combattere per la Libertà. Mi auguro che dopo tutto questo, qualcuno, ci abbia anche solo un po’ riflettuto sopra.”

Written by Ilaria Boldrini

Insegnante, 39 anni, appassionata di arte moderna e contemporanea, politica, poesia.

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