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Voucher baby sitting aboliti: cosa cambia per le famiglie e quali misure allo studio?

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE 31 marzo 2017: I voucher per il baby sitting potranno continuare ad essere erogati: leggete qui

Addio ai voucher per il servizio di baby-sitting. Dopo l’annuncio su Facebook e Twitter, l’Inps ha comunicato attraverso una nota ufficiale che dal 22 marzo 2017 non è più possibile richiedere i voucher baby sitting per le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, e autonome. In questo modo l’ente recepisce il decreto legge 25 del 17 marzo 2017, che ha sancito ufficialmente l’abolizione dei buoni lavoro, chiarendo che nei prossimi giorni verranno forniti aggiornamenti a tutte le famiglie la cui richiesta è stata accolta, o che hanno presentato domanda prima del 22 marzo. Nessun cambiamento in vista, invece, per il contributo per l’asilo nido, che potrà essere ancora  richiesto.

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Voucher baby sitting: a cosa servivano?

La misura permetteva di ricevere dallo Stato fino ad un massimo di 600 euro, erogati per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata e per le lavoratrici autonome), in alternativa alla fruizione del congedo parentale. Grazie a questi buoni lavoro la mamma lavoratrice aveva la possibilità di pagare la baby sitter che si occupasse del bambino a casa; ecco le possibili alternative.

Quali misure allo studio per le famiglie?

Secondo le ultime indiscrezioni, il Governo starebbe valutando di “esportare” il modello alla francese, ovvero una piattaforma online, dove raccogliere tanto le iscrizioni delle famiglie, quanto quelle degli aspiranti lavoratori che ruotano intorno alla gestione di casa e famiglia (quindi non solo baby sitter, ma anche addetti alla pulizia, badanti etc.). C’è anche chi ha ipotizzato che possano essere messi a disposizione delle famiglie assegni di lavoro da usare per retribuire agenzie “ad hoc” che forniscono questo tipo di servizi, oppure direttamente i collaboratori. Marco Leonardi, docente di politica economica vicino al Governo, ha avanzato la proposta di inserire nella prossima Legge di Bilancio una detassazione per favorire le famiglie e l’occupazione nei lavori di cura. Con la speranza che, nel frattempo, non aumenti il lavoro nero.

In apertura: foto di geralt/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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