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Voucher lavoro Inps 2016: cosa sono e come funzionano, usi (e abusi) del lavoro accessorio

Avete già sentito nominare i buoni lavoro erogati dall’Inps, ma non sapete esattamente che cosa sono e come funzionano? Come già spiegato da UrbanLavoro nei mesi scorsi, il voucher è una nuova modalità di pagamento dei lavori occasionali e discontinui: in sostanza si tratta di buoni che vengono rilasciati dall’Inps ai datori di lavoro che ne fanno richiesta. La ratio alla base di questa decisione? Riuscire a regolamentare tutte quelle forme di lavoro discontinue, evitando che rimangano in nero e non vengano regolarizzate, nel rispetto dei limiti economici previsti.

Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali corrisponde a 7,50 euro a favore del lavoratore ed è pari al compenso minimo di un’ora di prestazione, a eccezione del lavoro nel settore agricolo, dove si considera il contratto di riferimento. La legge stabilisce dei limiti anche per i datori di lavoro, che possono pagare i lavoratori occasionali con voucher fino a un tetto massimo di 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso di un anno civile, con riferimento alla totalità dei committenti.

Tuttavia, nella pratica, è stato registrato un frequente utilizzo degli stessi per mascherare rapporti di lavoro di notevole intensità lavorativa, o continuativi nel tempo, non compatibili con i limiti di remunerazione previsti dalla normativa.

Uno degli aspetti più controversi è che al momento la comunicazione obbligatoria del datore di lavoro non consente di riuscire a quantificare la copertura giornaliera e oraria, lasciando margini a un uso improprio del lavoro accessorio. Così come previsto dal d.lgs. n.81 del 15 giugno 2015, tra le novità che dovrebbero confluire nei provvedimenti attuativi del Jobs Act c’è anche la tracciabilità oraria, modifica che prende avvio dalla consapevolezza di una eccessiva estensione dell’utilizzo dei buoni-lavoro, sproporzionata rispetto all’effettiva platea di lavoratori occasionali potenzialmente interessati.

L’abuso dei voucher era stato già denunciato lo scorso novembre dall’onorevole Tiziano Arlotti del PD, che aveva chiesto al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti di aprire un apposito osservatorio che valutasse il tipo di prestazione e il numero dei lavoratori impiegati con i voucher, con l’obiettivo di ridimensionare il ricorso allo strumento.

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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