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Voucher lavoro Inps 2016 novità: revisione o abolizione? Poletti e Camusso a confronto

Voucher sì o voucher no? Non si placa la discussione intorno alla misura pensata inizialmente per inquadrare tutte quelle forme di lavoro discontinuo difficilmente riconducibili ad altre tipologie contrattuali: uno strumento, insomma, che sarebbe stato utile nel settore assistenziale (per retribuire la badante, la colf o la baby sitter), ma che purtroppo è dilagato in modo preoccupante nel corso degli anni coinvolgendo platee di lavoratori sempre più ampie (e che poco o nulla hanno a che fare con il lavoro accessorio).

Ieri a confrontarsi sul tema sono stati chiamati il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Segretario generale di CGIL Susanna Camusso, in occasione della Summer School (e)Labora promossa dall’on. Damiano a Rimini.

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“Punzecchiato” dal giornalista de L’Unità Massimo Franchi, il ministro ha ammesso candidamente di non riconoscersi infallibile: “se i risultati non sono buoni, si cambia”, sulla base di una valutazione precisa e oggettiva del proprio lavoro e del raggiungimento degli obiettivi prefissati (precisando che questo accadrebbe non in vista del referendum, ma sulla base di una sana autocritica). I voucher, pur introdotti per abbattere il lavoro nero, sono stati spesso utilizzati in modo improprio, motivo per cui il Governo ha pensato di introdurre la tracciabilità, meccanismo che li rende più stringenti obbligandoli i datori di lavoro a dichiarare all’ufficio territoriale competente l’attivazione di ogni singola prestazione di lavoro. Ma il ministro, nonostante queste criticità, invita a guardare ai risultati nel lungo termine e a difendere lo strumento dei voucher come una delle soluzioni da mettere in atto per ridurre il lavoro sommerso. “Tra questo e i voucher preferisco i voucher”: queste le parole del ministro.

Sufficiente? Per Susanna Camusso no. Molto duro il commento della numero uno di CGIL, che nel corso del dibattito ha parlato di una “liberalizzazione totale”, come dimostrerebbe il dato preoccupante che parla di 115milioni di voucher utilizzati: la ratio alla base dei buoni lavoro era buona, ma poi si è creato “un mostro”, in cui il lavoratore ha cominciato ad acquisire i voucher come se fossero un oggetto, non riuscendo più a riconoscere il valore “reale” della propria attività lavorativa. Il pericolo concreto è che in un futuro non troppo lontano i buoni lavoro possano essere sostituiti da buoni pasto, e che in questo modo vengano azzerati anche i diritti minimi, come la copertura assicurativa. La soluzione? Abolire i voucher, motivo per cui il sindacato ha raccolto le firme per un referendum abrogativo. Nel caso in cui le firme raccolte siano avvallate dalla Corte Costituzionale, gli italiani potrebbero essere chiamati ad esprimersi l’anno prossimo, presumibilmente a giugno.

In apertura: foto scattata alla Summer School tratta dalla pagina Facebook “Lavoro Welfare”

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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