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Vuoi cambiare compagnia telefonica? Qui tutte le indicazioni su come (NON) farlo!

Milano, casa Zanatta
Driiiinnnn…
“Pronto?”
“Lei è la signora Margherita Zanatta?”
“Signorina, sì” – dettaglio assolutamente privo di importanza…Per loro!
“Buongiorno signora Zanatta (Ok, oggi faccio la sciura – ndr). La nostra compagnia A ha un’offerta da proporle.  SI tratta di “x” minuti di chiamate verso tutti, altrettanti “x” messaggi e 2 GB di internet. Le può interessare?”
Ma allora è vero! Non si tratta della classica leggenda metropolitana… Ne ho sentito parlare in continuazione ma ero davvero giunta alla conclusione che fossero tutte delle gran cazzate. Una compagnia telefonica ti osserva (da dove? Come? Ma quanto sa? Che angoscia…), ti contatta, ti fa una proposta da sballo alla quale nemmeno il tuo cane rinuncerebbe e arrivi a fine mese con un botto di minuti di traffico ancora disponibili, internet instancabile e 10 miserissimi euro al mese da pagare. Pura fantascienza? Eppure… Pare fosse arrivato anche il mio, di giorno.

Mi son fatta richiamare in un altro giorno (ero all’ospedale, non mi sembrava il caso) per farmi spiegare il tutto nel dettaglio. Dopo esser stata abbindolata a vent’anni facendo un sorriso e una firma, essermi beccata a casa lettere di congratulazioni per aver acquistato un’enciclopedia di 50 e passa volumi alla modica cifra di … (Boh, non ricordo: so che era tanto. Tantissimo. Troppo!) e reduce dal cazziatone di mio padre diciamo pure che… Sì. Sto super attenta.

Un’offerta decisamente allettante, la loro. Ma sì dai, lanciamoci: forse la mia relazione con B aveva bisogno di una svolta. Forse… Ok ok. Nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, residenza, domicilio, hobby, colore preferito e nome del primo ragazzo baciato: ho detto tutto!

Perfetto signora (mmm… ndr). Ora come ultimissima cosa deve solo comunicarmi il giorno in cui vuole che le venga consegnata la nuova sim e la fascia oraria: 08-13 o 13-18.

Non avendo una portineria mi sono sentita immediatamente sollevata:

Cavolo, è perfetto! Facciamo lunedì. La fascia del mattino va benissimo, grazie”.

Non prendo impegni, quel lunedì. Rimando tutto a mercoledì e giovedì.

Un sms non tarda ad arrivare, nel weekend:

Gentile Cliente, il nuovo appuntamento per la consegna della tua pratica n. B8237490238 è fissato in questa data: 29/10/2014, fascia oraria 13.00/18.00

Eeeeeehhhhh!?!?!?!?! Alt alt, fermi tutti. Nessuno mi ha chiesto nulla! Io giovedì ho 3 appuntamenti rimandati dal lunedì, mi sono tenuta libera appositamente: altrimenti che cavolo me l’ha chiesta a fare la disponibilità la signorina A?!?

Chiamo la compagnia A. Credo fermamente che provare a chiamare Papa Francesco sarebbe risultato, a confronto, un gioco da ragazzi! Eeeeehhh già amici! Chiamare la compagnia A essendo ancora sotto contratto della B è una specie di film dell’orrore, versione B-movie. Le ho provate tutte, arrivando a far chiamare mia madre (già utente A) per cercare di farmi ricontattare al più presto da un operatore A per esporre il problema. Non possono mica cambiare data così, come gli pare e piace. La gente lavora, ha impegni… Lo sapevano questo?

Tutto sembrava essersi risolto:

Dica a sua figlia di andare sul nostro sito e modificare la data di consegna!

Certo! Peccato che, una volta effettuato l’accesso e abbozzato un vago tentativo di modifica, la scritta “Impossibile effettuare modifiche in questa fase della procedura” non abbia tardato ad aumentare il mio isterismo di quei giorni.

o-ANGER-facebook

Bene.

Respiro. Lungo. Moooolto lungo. E chiamate: una decina, all’incirca, per spostare tutti gli appuntamenti (di nuovo).

Giovedì 29 sono rimasta in casa TUTTO il sacrosanto giorno: volevo evitare quasiasi tipo di fraintendimento possibile. Niente musica di sottofondo: potevo mica rischiare di non sentire il campanello, vi pare? Ci mancava solo di non tirare l’acqua del water per il brusio, in effetti.

Peccato che quel benedetto giorno nessuno si sia presentato. Nessuno! In compenso – giusto per farmi rientrare nel Guinness dei Primati come “Donna più insofferente del mese” –  alle ore 19 mi arriva un bel messaggino:

Gentile Cliente, il 29/10/2014 alle ore 18 abbiamo tentato la cosegna che attendeva, non avendola trovata riproveremo nel primo giorno utile. Grazie

Che cooooooooooosaaaaaaaaaa?!? Gentile a chi: t’ammazzo! Grazie al c…. Ok ok: avevo davvero bisogno di sfogarmi con loro prima di smangiarmi l’altra parte di fegato rimasta.

Camminando sotto la spinta di un forte istinto omicida, l’ansia di tutti gli appuntamenti spostati e del lavoro ritardato giungo al centro A.

A loro spiego tutto, suggerendo di tenere la porta aperta in modo tale da far fuoriuscire il fumo del mio cervello e la mini-serial killer che si era impossessata di me ormai da qualche ora.

Indovinate un po’??? Loro dal centro non possono fare proprio nulla!

Eeeeehhhh… Le offerte è sempre meglio venire a concluderle qui, non al telefono” dice Caio, in risposta al mio sfogo.

Ma… siete stati voi a chiamarmi!”

Eh lo so, ma conviene ad ogni modo venire al centro

E le due giornate andate in fumo in attesa della consegna? E la presa per il culo col messaggino di consolazione guarda caso all’orario di chiusura della fascia, della serie: tanto sarà uscita alle 18 ormai rassegnata e noi fingiamo di essere arrivati proprio a quell’ora? Io non ho messo naso fuori di casa e nessuno ha suonato! Sto provando da giorni a chiamarvi sul fisso per avere informazioni, ma il vostro numero non risulta esistente…

Eeeehh… Non funziona, in effetti. Ora provo a metterla in contatto con gli operatori A, vediamo cosa si può fare”.

40 (sottolineo 40…) minuti dopo riesco a parlare con un loro operatore. Sentite il genio del giorno:

Ne abbiamo ricevute parecchie di lamentele. La consegna viene effettuata da *** e spesso volentieri si presentano, non suonano e se ne vanno. Noi non c’entriamo nulla. La faccio richiamare entro mezz’ora per risolvere il problema

Voi non c’entrate nulla?!? Ma allora incaricate qualcun altro a fare le consegne, vi pare?!?

… silenzio.

Bene.

Non sono stata ricontattata proprio da nessuno che non fosse mi amadre per sapere a che livello fossero arrivati i miei nervi.

Ho mandato Morris in avanscoperta e dopo innumerevoli (davvero abbiamo perso il conto) tentativi di chiamata (se non sei A e chiami dal tuo numero appartente ancora a B ricordati di fare il segno della croce) siamo riusciti a farci mandare la temutissima sim a Varese dai miei genitori. Soluzione perfetta: qualcuno a casa c’è sempre per prendere la posta. Grande! Nessun appuntamento spostato, non più!

Un’ultima informazione signora (ormai ci ho perso le speranze! – ndr). Marca e modello del suo cellulare

Ho un i-phone 5, perché?

Per poterle inviare la sim adatta!

La ringrazio ancora, davvero! Mi scusi ma ero sull’orlo di una crisi di nervi…

La sim di A è arrivata a casa dei miei genitori, in effetti. Intatta, imbustata, pronta all’uso. Sì, all’uso… non mio: il mio telefono ha bisogno di una nano-sim, non di una micro!

 

Santa Pazienza, ti prego: fammi un regalo di Natale in anticipo, prima che mi parta un embolo!

ANgry phone

Provo a richiamare.. Ah già: dal mio numero B non si può! Faccio chiamare da mia madre:

Verrete richiamati al più presto”. Nessuno ha chiamato.

Sposto altri appuntamenti, sollecito i miei nervi a tener duro almeno qualche altra ora, mollo Varese e corro a Milano al solito centro A.

Eeeehhh… Purtroppo io da qui non posso fare nulla! Il giorno in cui si ritroverà senza linea (tra l’11 e il 12) passi da me così da effettuare il passaggio alla nanosim. Ora non posso: sono basati su questo seriale…

L’11 o il 12 rischio di essere in giro col telefono morto?!? Ma siete impazziti??? Sono a Roma per lavoro, non posso permettermelo nella maniera più assoluta! Come faccio ad essere contattata? E gli apputamenti? Come faccio? La prego, mi faccia un favore: non ne posso più! Mi annulla gentilmente il contratto con voi, mi fa restare B e fingiamo non sia successo nulla?

Mi dispiace: in questa fase non è più possibile tornare indietro”.

Sono tornata a casa pensando a tutte le cose che avrei dovuto fare quel giorno e che se n’erano andate a farsi un viaggio. Sono arrivata a divorarmi (mangiarmi non renderebbe l’idea) le unghie col gel semipermanente ed evidenti tic di nervosismo avevano deciso di trasferirsi in pianta stabile sulla mia faccia.

Segno della croce, o la và o la spacca: la microsim è stata tagliata con un paio di forbici dalla punta arrotondata (quelle che non tagliano manco la carta velina) per ridurla alla sembianza di una nano.

Il giorno 11, in treno verso Roma, effettuo il cambio di scheda. Eppure… internet non ha alcuna intenzione di funzionare. Chiamo l’operatore (contattarli, una volta che sei A, è una passeggiata):

Certo! Va riconfigurato il telefono! Le mando un sms immediatamente con tutte le istruzioni step by step

Subito, la prego: è importante

Ma certo! L’ho appena inviato!

Forse erroneamente l’ha inviato a voi. In caso, non esitate a contattarmi…

Richiamo a distanza di un’ora. Rispiego la situazione e placo la voce della mia mini-killer:

Invii un sms a ***** con: modello, marca, internet al numero ****

Ok, fatto.

In risposta ricevo un sms: “Il tuo iphone è già configurato”.

Aaaaaahhhh… Ma davvero? E allora perché internet non funziona e nel mio APN risulta ancora il codice della mia vecchia compagnia???

Apro il pc. Chiedo informazioni sul wi-fi in treno (non riesco mai a farlo funzionare per più di 15 minuti…) e vago su internet in cerca di risposte. Lodato sia internet e tutti coloro che rispondono in quei box di sapienza comunemente noti come “Forum”.

Risolto, amici miei. Risolto. Eppure… La cosa più bella dopo 3 settimane di ordinaria follia inseguendo questa benedetta compagnia è stata constatare che a casa mia a Milano, nella mia zona, la compagnia A prende 1 tacchetta su 5 “barra” nessun servizio (a seconda dei movimeni che si effettuano stando al telefono). La mia vecchia compagnia, la rimpianta B, prendeva 5 su 5.

Morale, amici miei: prima di lasciare la strada vecchia per la nuova, ricordatevi sempre che si sa quel che si lascia e mai quel che si trova! Indi per cui… E’ rigorosamente obbligatorio invitare un amico già cliente della vostra potenziale nuova compagnia a bere un coffee prima di procedere con la trafila infinita.  Sfruttate il suo telefono in ogni singolo centimetro quadrato di casa e tirate le vostre conclusioni: le sorprese (e lo dico per esperienza personale) non finiscono mai…

 

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