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Wassily Kandisky, biografia: il significato dei colori per il pittore nato 148 anni fa

Ideatore e creatore della pittura astratta, Wassily Kandinsky (Vassily Kandinskij) , nasceva a Mosca il 16 dicembre del 1866. Il genio della pittura, ha fatto del colore la chiave interpretativa del significato delle sue opere. Il colore era per lui come il tasto di un pianoforte. L’occhio dell’osservatore, il martelletto. L’anima, ricca di emozioni, lo strumento, ricco di corde. Forte della convinzione che vi fosse un nesso, quasi imprescindibile, tra l’opera d’arte e la dimensione spirituale, l’artista, impiegava questa metafora visiva per spiegare la sua teoria dell’uso del colore, che poteva, secondo lui, suscitare due diversi effetti sullo spettatore. Il primo, è l’“effetto fisico”, basato su sensazioni a pelle, momentanee, di primo impatto e quindi superficiali. Questo, sarebbe determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro. Il secondo, l“effetto psichico”, sarebbe invece scatenato dalla vibrazione dello spirito che il colore determina quando raggiunge l’anima, incontrando la forza psichica dell’uomo.

L'”effetto psichico” può verificarsi direttamente, o indirettamente, per il tramite di altri sensi diversi dalla vista. Ciò perché sarebbero le qualità sensibili del colore, a determinare la vibrazione spirituale: il colore ha un odore, un sapore, un suono. Può essere caldo o freddo, chiaro o scuro.  I 4 “suoni” principali possono essere combinati tra loro: caldo-chiaro, caldo-scuro, freddo-chiaro, freddo-scuro. Tra i colori caldi, il punto di riferimento è il giallo; mentre tra quelli freddi, l’azzurro. Le tinte, poi, avrebbero, secondo il pittore, anche un doppio movimento: uno “orizzontale” ed uno “radiante”.  Dunque, per Kandinskij, il colore è una vibrazione che tocca le corde. Proprio secondo questa visione, egli descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, come fossero strumenti musicali che generano una melodia che arriva dritta al cuore di chi ascolta. Interessante, in particolare, il significato che l’artista attribuisce ai colori primari, al bianco, e al nero.

Il giallo:  è dotato di una follia vitale e  squillante. E’ vulcanico e prorompente, come il suono di una tromba. Indica anche eccitazione, per questo si accosta bene al rosso.

Il rosso: è caldo ed avvolgente. Vitale ed irrequieto, si differenzia dal giallo perché non ha la sua superficialità. Ha una dimensione più profonda, dunque, consapevole. Può essere paragonato al suono di una tuba.

L’azzurro e il blu chiaro: sono colori apatici, freddi, quasi indifferenti, come un cielo artistico. Possono essere paragonati al suono di un flauto. Il blu scuro, al suono di un organo, perché è il colore del mare e del cielo, ed è un colore profondo e intenso. Quando tende al nero assume una velata drammaticità. Nelle nuances più chiare, da serenità ed equilibrio. Se viene mischiato con il giallo, lo rende malto, trasformando la “follia” di quel colore in ipocondria. E’ paragonato al suono di un violoncello.

Il bianco: è dato dalla somma di tutti i colori dell’iride, che si annullano in esso. E’ come un muro di silenzio assoluto, dove non percepiamo emozioni. E’ infatti paragonabile ad un non-suono. Tuttavia, questa neutralità, lo rende ricco di energia potenziale, da spendere per il futuro. Viene paragonato alla pausa tra una battuta e l’altra di un’esecuzione musicale, che prelude ad altri suoni.

Il nero: è aridità, ombra, mancanza di luce. Un non-colore. Come il silenzio della morte, è la pausa finale di un’esecuzione musicale. Tuttavia,diversamente dal bianco, fa risaltare qualsiasi colore.

 

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