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Week end Epifania 2015: festa, tradizioni, ricette

L’Epifania 2015 è alle porte e molti di voi staranno già pensando dove e come trascorrere gli ultimi giorni di festa del periodo natalizio. Ma quanto ne sappiamo dell’Epifania? Ecco un identikit della festa della Befana (e non solo).

L’Epifania è una festa che si celebra il 6 gennaio in ricordo dei Re Magi che andarono a rendere omaggio a Gesù Bambino. In Italia e in altri paesi di religione cristiana è anche festività civile, ma non ovunque è così. In questi ultimi casi l’Epifania si celebra la domenica più vicina al 6 gennaio. Epifania però significa anche Befana. Il nome della megera che vola sulla scopa deriva proprio da una storpiatura della denominazione della festa (dal greco epifáneia bifanìa befanìa). La Befana è una figura tipica di molte regioni italiane, mentre nel resto del mondo è molto meno nota. L’anziana donna arriva volando sulla sua scopa la notte tra il 5 e il 6 gennaio e, secondo la tradizione, lascia dolci ai bambini che si sono comportati bene e carbone nelle calze dei bambini che si sono comportati male.

È quindi la notte tra il 5 e il 6 gennaio il culmine dell’Epifania, festa intrinsecamente notturna. In queste ore secondo la tradizione cristiana i Re Magi arrivavano alla capanna di Betlemme guidati dalla stella cometa. E proprio per questa sovrapposizione tra sacro (l’arrivo dei Re Magi) e profano (il volo della Befana) fece sì che la Chiesa condannasse le credenze riguardo alla Befana, che come figura assunse quindi una connotazione negativa.

L’Epifania però è anche una delle festività che segnano il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo. In molte regioni di Italia questa notte si arricchisce di significati legati alla magia e ai presagi per l’anno che verrà. In Toscana i contadini infilano il capo sotto la cappa del camino: se riescono a scorgere tre stelle, aprono una bottiglia di buon vino perché è un ottimo presagio. In Romagna, una leggenda dice che “la notte dell’Epifania, le mura diventino di ricotta”. Nell’Italia centrale si tramanda che le bestie la notte del 5 gennaio parlano, ma chi racconta ciò che dicono morirà all’istante. A Palermo si dice che i Rè Magi attraversarono l’isola e fecero fiorire per incanto gli aranceti brulli per un nevicata. In Calabria le ragazze, prima di addormentarsi la vigilia, recitano una canzoncina augurale: se sogneranno una chiesa preparata a festa o un giardino fiorito, sarà per loro un anno fortunato. In Friuli infine vengono accesi dei falò nelle campagne (le foghere) e in base a dove si dirigerà il fumo si saprà che annata ci aspetta.

E poi le ricette. Come ogni festa anche l’Epifania ha le sue ricette. Proprio dall’Italia nord-orientale arriva quella della pinza, dolce tipico di quelle zone. Ecco come si prepara.

  • 1 Kg. di pane vecchio;
  • 1 lt. di latte;
  • sale;
  • 50 gr. di burro;
  • 1 bicchiere piccolo di olio di semi (arachidi);
  • 200 di zucchero;
  • 100 di farina da polenta (gialla o bianca);
  • 200 di farina di fiore;
  • 1 pacchetto di uvetta;
  • 1 pacchetto di fichi secchi,
  • 1 limone;
  • 1 bustina di lievito;
  • rum;
  • pinoli.

Per la preparazione mettete a bagno il pane nel latte, riducendolo in poltiglia. Aggiungete un po’ di sale, il burro, l’olio, lo zucchero, le farine, l’uvetta, i fichi secchi tagliati a piccoli pezzi, la buccia del limone pure tagliata a piccoli pezzi, la bustina di lievito e il rum. Amalgamate il tutto e stendete su una pirofila da forno un foglio d’alluminio, inumidite appena la parte superiore con olio, versate l’impasto sul foglio d’alluminio, stendete in modo uniforme. Versate i pinoli sulla superficie dell’impasto. Mettete la pirofila in un forno caldo, 200 °C, e lasciate a cuocere per un’ora circa.

L’ideale è poi mangiare questo dolce accompagnato con un buon bicchiere di vin brulè.

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