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Whatsapp: in amore vince chi è on-line e non risponde

Nativi digitali o abituati a comportarci come tali, nell’era 2.0 dei social network, degli smartphone, e delle tecnologie all’avanguardia, siamo tutti abituati ad avere a che fare con qualche supporto ipertecnologico dalle dimensioni ultra slim e le innumerevoli app. La comunicazione ha cambiato volto, cambiando tutta la nostra vita. Il modo di informare ed essere informati è cambiato, il modo di fare pubblicità e recepirla, anche, il modo di impostare, concepire, e, di conseguenza, vivere i rapporti è diverso. Una grande rivoluzione in questo senso è stata WhatsApp, la app multi-piattaforma di messaggistica mobile che ha trasformato le relazioni affettive.

amore e smarthphone: vince chi visualizza su whatsapp e non risponde

Prima degli smartphone e delle chat c’era l’sms e l’ansia, la speranza di una risposta, che magari non arrivava, lasciando così spazio alle congetture e alla fantasia. Oppure la telefonata all’amico/a di turno, con le consuete domande: “ma perché non mi rispone? Secondo te a un altro/a?”.  Bene. Ora tutta quest’attesa non c’è più perché wi-fi e 3G permettono di essere sempre connessi e pronti a spiare le mosse dell’altro in modo da captare ogni sua mossa con un semplice click. Così, se è vero che “in amore vince chi fugge“, prendendo atto dei cambiamenti sociali degli ultimi tempi, oggi in amore vince chi ” è on-line su whatsapp, visualizza il messaggio, e non risponde“.  Certo, WhatsApp è comoda, permette di comunicare in tempo reale a costo zero ed essere sicuri che il nostro messaggio arrivi a destinazione, ma, talvolta, saperlo non è un bene, specie se il destinatario non risponde. Il fatto è che questa chat crea l’illusione di comunicare in maniera diretta, accorciando le distanze, ma “parlare on-line è diverso dal farlo a quattrocchi e dobbiamo ricordarcelo quando in ballo ci sono i sentimenti. Se il nostro interlocutore è “online” possiamo rappresentarlo connesso con noi, ma non è davanti a noi.

 

Secondo  il grande filosofo e sociologo in materia di social media, Zygmunt Bauman, ci affidiamo a questi perché ci offrono una possibilità di fuga dai problemi reali, permettendoci di trovare sicurezza e appiglio nella relazione con altre persone, virtuali, così da esorcizzare la grande paura di sentirci soli e non avere attenzioni. Purtroppo però, come i social media facilitano i legami, allo stesso modo li distruggono, poiché  basta ignorare l’altro, non rispondergli o bloccarlo per eliminarlo dalla nostra vita, almeno nelle intenzioni. Quindi se volete farvi desiderare, siate attivi e presenti sui social, con tutti tranne che con il diretto interessato/a. Se invece vi trovate “dall’altra parte”, ma non ve la sentite di avere un confronto a voce e aspettate la reazione ad una domanda diretta, della quale molto probabilmente conoscete già la risposta, togliete la connessione e tornate al vecchio messaggio….almeno avrete il tempo di consumare l’attesa sognando ad occhi aperti!

 

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