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Whatsapp web pc news attentati a Parigi: i terroristi lo usavano per tenersi in contatto?

Dalle ultime indiscrezioni riguardanti gli attentati a Parigi, sono emersi alcuni dettagli dagli investigatori francesi che se ne stanno occupando. Sembra sia stata avanzata l’ipotesi che i terroristi, per mantenersi in comunicazione fra loro, adoperassero WhatsApp.

Prima dei tremendi attentati a Parigi e per coordinarsi nell’attacco, i terroristi si tenevano in contatto attraverso delle applicazioni criptate di WhatsApp, sarebbe questa una delle conclusioni alle quali sono arrivati gli investigatori. Non si hanno ancora prove certe del metodo e del fatto e potremmo non saperne mai nulla dei messaggi scambiati fra loro, in quanto non sono recuperabili. Da qui il dibattito: meglio proteggere la propria privacy o garantire una sicurezza globale con la possibilità di accesso per le indagini?

E se in Francia e negli Stati Uniti, le indagini portano ai dibattiti, in Brasile la mano ferma di un unico giudice del Tribunale di San Paolo ha decretato la chiusura di WhatsApp per un’intera giornata. Il motivo risiede nel fatto di non aver collaborato alle indagini. Durante le investigazioni, infatti, il Tribunale ha richiesto l’accesso ai messaggi inviati tramite WhatsApp di un noto narcotrafficante, richiesta poi successivamente negata. Mark Zuckerberg, proprietario sia di Facebook che di WhatsApp ha dichiarato: “Sono stupito di vedere che i nostri sforzi per proteggere i dati privati degli individui determinano tale decisione estrema, presa da un giudice unico, che punisce tutti gli utenti di WhatsApp in Brasile“. In tutta la nazione, infatti, WhatsApp è il software di messaggistica istantanea più utilizzato, con un’utenza pari a circa 93 milioni di persone.

Photo Credit: Twin Design/Shutterstock.com

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