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WiFi gratis a Napoli: il Comune indice un bando di gara

Le principali aree turistiche ed istituzionali di Napoli avranno presto una rete wifi gratuita, senza costi per l’amministrazione? Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, questo è l’obiettivo che si vuole raggiungere, attraverso il bando di gara noto come Napoli Cloud City.

In breve, l’idea è di posizionare le strutture per connettersi, col proprio PC, cellulare o tablet, a delle reti wifi gratuite, posizionate in 4 lotti: Lungomare Liberato (nella foto in basso), Comune, Stazione Centrale, più tutte le Biblioteche ed il Palazzo delle Arti.

Le aziende che vorranno partecipare al bando, potranno posizionare le attrezzature di rete, routers ed access point, a loro carico, allacciandosi senza costi per loro, alla rete elettrica dell’illuminazione e dei semafori, e fornire la connettività agli utenti. In cambio potranno posizionare dei banner pubblicitari nel portale di registrazione degli utenti.

Gli utenti che si connetteranno alla rete NapoliCloudCity, potranno usufruire di 2 ore di connessione gratuita, col limite di 200 MB di navigazione. Per chi ha esigenze superiori, negli stessi access point, saranno disponibili altre reti, a pagamento.

Si tratta di un approccio molto pratico e moderno, da parte del Comune, che potrà così fornire un servizio utilissimo ai cittadini ed ai turisti, ed un domani si spera vicino, integrarlo con applicazioni turistiche o informative, basate sulle tecnologie di geolocalizzazione ed augmented reality.

lungomare napoli

Dov’è la fregatura, direte voi? A leggere il bando ci sono alcune pretese di difficile comprensione, da parte di un ente che comunque “non ci sta mettendo una lira”.

La prima pretesa, è che nella zona del lungomare, le strutture di rete siano alimentate da non meglio specificate “fonti rinnovabili”, leggi pannelli fotovoltaici, con i costi e le limitazioni connesse ad una soluzione di questo genere. Motivo?

La seconda pretesa è che le informazioni fornite dall’utente per registrarsi alla rete, non possano essere in alcun modo, neanche col consenso dell’utente, pare di capire, utilizzate per inviargli informazioni commerciali. Ciò vuol dire che, l’unico vero introito, per chi vorrà fornire il servizio, deriverà dagli eventuali click sul banner inserito nel portale di registrazione.

La terza pretesa è che, nel banner non ci siano ne pubblicità pornografiche (e passi) ne pubblicità di partiti ed organizzazioni politiche. Anche qui, si può capire la finalità, ma in periodo di elezioni, la pubblicità dei partiti è abbondante e redditizia, ed è quindi una grossa perdita per chi non può sfruttarla.

Ci saranno aziende disposte a partecipare? Ci auguriamo di sì, per una volta, come prima dell’Unità d’Italia, Napoli potrà tornare ad essere all’avanguardia in Italia in qualcosa…

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