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Woodstock 50 anni dopo: tutti gli sfortunati del festival

Quest’anno c’è stato un gran parlare di Woodstock e dei suoi 50 anni. Ci si aspettava un gran ritorno del festival rock più importante della storia, ma alla fine è saltato tutto. Però il giorno è arrivato: il 15 agosto del 1969 inizia Woodstock.

Festival Woodstock 50 anni

Woodstock fortuna e sfortuna

Un ferragosto diverso dal solito, ma soprattutto il ferragosto che ha segnato per sempre la storia della musica. Woodstock sono stati tre giorni di libertà, musica e spensieratezza. Ma dietro a queste giornate cosa si nascondeva? Il Festival è stato un trampolini di lancio per molti, ma allo stesso tempo c’è chi dall’evento ha avuto una gran dose di sfortuna.

Woodstock nasce dall’idea di un ragazzo, Michael Lang. Aveva in mente tutto, aveva organizzato tutto ma gli mancava solo un terreno dove ideare il suo festival. Bussò alle porte di Max Yasgur, era un contadino di origini russe di Bethel, e gli chiese di affittargli il suo terreno per tre giorni. Max Yasgur accettò di affittare il suo per 75 mila dollari. Fu così che si tenne il Festival di Woodstock e che la vita di Max Yasgur peggiorò notevolmente. Alla fine di quei tre giorni di libertà e musica il rapporto tra Max e i suoi vicini peggiorò parecchio. Tutti i suoi compaesani lo maledirono per gli infiniti danni causati dalle 400 mila persone che avevano partecipato al festival. Le angherie da parte dei vicini furono tali che l’anno dopo si rifiutò di affittare nuovamente il terreno. Max si trasferì in Florida, ma nonostante tutto affermò “Non mi sono mai pentito di niente”.

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Le band dimenticate

Tra gli sfortunati storici di Woodstock non possiamo dimenticare la band californiana: Canned Heat. Il gruppo tenne una delle esibizioni più memorabili eppure venne escluso dall’editing finale della pellicola dedicata a Woodstock, quella da Premio Oscar che di fatto ebbe la forza di lanciare molti altri gruppi inclusi nel montaggio. Peccato che la loro Going Up The Country fu la canzone tema del festival, e venne usata sui titoli di testa del documentario. “Ma di noi nel film non c’è traccia e non abbiamo mai visto un centesimo di royalty”, disse il batterista della band.

I Canned Heat non sono l’unica band ad essere stata molto sfortunata. C’è chi non partecipò al festival perché era bloccata nel traffico, Iron Butterfly; chi invece dovette scegliere tra Woodstock e un programma televisivo e ahimè, fece la scelta sbagliata. I protagonisti di Woodstock sono stati tantissimi e tra questi c’è chi ha avuto fortuna e chi è finito nel dimenticatoio, ma il festival rimane e rimarrà sempre uno dei momenti più significativi della storia della musica.

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