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X Factor 2015, intervista esclusiva a Sara Loreni: “Ho raccolto pomodori: erano meglio gli Home Visit”

Ha commosso il pubblico di X Factor 9 con la sua decisione fuori dagli schemi, ha rifiutato un posto agli Home Visit ma si è guadagnata uno spazio nella storia del famoso talent musicale. Lei è Sara Loreni, la 29enne della provincia di Parma che ha stregato X Factor con la sua genuinità e il suo talento. Spigliata, diversa, sincera e diretta: Sara non usa mezze misure e non scende a patti con la musica e i suoi valori. Ecco l’intervista esclusiva che la giovane e talentuosa artista con la loop station ha rilasciato a UrbanPost.

Puoi spiegarci il motivo della tua decisione? Come mai hai scelto di lasciare il tuo posto a X Factor a Marco Sbarbati? 

“Il motivo lì per lì per lì non c’è stato: è stata una scelta molto istintiva legata alle emozioni di quel momento. A posteriori pensandoci, oltre al fatto che secondo me non era Marco la persona giusta per fare lo switch, c’era anche una sorta di disagio in sottofondo che stavo provando all’interno di quella situazione”.

Come mai hai deciso di partecipare a questo talent in questo periodo della tua vita? Ti aspettavi di andare più avanti, magari di vincere?

“Ho deciso di partecipare per una proposta arrivata da un talent scout e perché l’anno scorso ho deciso di far diventare la musica la mia vita. Ho rifiutato un contratto a tempo indeterminato per dedicarmi solo alla musica: mi sembrava un’esperienza importante da fare. Mi sono detta “perché no? proviamo e vediamo cosa succede”.

Come mai credi di non essere arrivata a Skin, il giudice un po’ meno convinto?

“Credo che in qualche maniera quello che ho portato io era sconosciuto ad una parte del pubblico, anche se per gli addetti ai lavori non è che stessi facendo chissà cosa. Sono andata con la loop station non perché volessi stupire o fare la donna del futuro, ma perché semplicemente io uso quella quando faccio i concerti. Secondo me il fatto di dire “io l’ho visto fatto meglio centinaia di volte” si può dire anche di uno con la chitarra. Credo che Skin abbia avuto un po’ un pregiudizio e che abbia voluto dimostrare che viene da un ambiente musicale in cui queste cose sono più diffuse: sembrava che ce l’avesse un po’ con me a pelle”.

Non credi che qualcuno possa mal interpretare il tuo gesto? 

“Chi mi conosce ha capito benissimo che quella è stata una decisione che ho preso lì per lì: i miei occhi parlavano molto chiaro. Io fino a che non ho visto questa cosa in tv credevo che tagliassero completamente tutto, perché ho fatto un gesto che non sapevo potesse far gioco al programma oppure no. Io ho fatto la campagna dei pomodori questa estate, forse mi conveniva andare agli Home Visit! Non pensavo ci sarebbe stato tutto questo movimento”.

Come sono i giudici di X Factor? 

“Purtroppo con i giudici non si ha molto a che fare, non si riesce a parlare molto a tu per tu. C’è un momento in cui ci si incontra tutti ma con le telecamere quindi è sempre un momento televisivo e fai fatica a riceve informazioni. Sicuramente Fedez, che non conoscevo tanto e che musicalmente credevo fosse un po’ più distante, l’ho rivalutato tantissimo: è veramente uno sul pezzo, intelligente, bravo, sveglio, pronto. Mika fantastico. Elio bravo anche lui”.

Come ti sei avvicinata all’arte della loop station? Suoni altri strumenti?

“Io nasco come cantante: mi piace scrivere i pezzi e cantarli. Alla loop station mi sono avvicinata un po’ per gioco: era il periodo in cui avevo cominciato a scrivere pezzi miei col piano e la chitarra, avevo visto alcuni video in cui veniva utilizzata e ho pensato di comprarla. Una mattina l’ho portata a casa ed ero in ansia perché non sapevo neanche come cominciare a collegarla. Alla sera già la usavo bene: questo è successo nel 2011 e da lì è stata un po’ una compagna d’avventura”.

E’ uscito da poco il tuo album d’esordio “Mentha”: ce ne parli?

“E’ un disco che nasce da questo lavoro con la loop station e lo sviluppa, nel senso che ci sono molti brani concepiti con la loop station e poi riarrangiati. E’ un disco elektro-pop che nasce dalla ricerca sul suono a cui hanno partecipato molte persone tra cui Stefano Amato, Diego Dal Bon e Claudio Zanoni. Devo dire che un disco che mi rappresenta molto, con due anime, una più elektro ed una acustica: sono il mondo da cui vengo e quello verso cui sto andando”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Iniziare il tour di presentazione di “Mentha” che partirà tra ottobre e novembre e poi ho passato l’esame d’ammissione al Conservatorio di Parma quindi studiare”.

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