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X Factor 2016, cosa ci dobbiamo aspettare dai quattro giudici

Ormai ci siamo, X Factor 2016, o che dir si voglia “X Factor 10”, è ormai pronto a prendere inizio. Come vi abbiamo già anticipato ieri, il programma del primo mese è già stato stilato e ci sarà, inoltre, l’opportunità di seguire in replica gli appuntamenti su Tv8, ovvero in chiaro, il venerdì successivo agli appuntamenti fissati al giovedì sera su Sky Uno. Ma cosa dobbiamo aspettarci, all’atto pratico, dai giudici che formeranno il casting di quest’anno? Come noto, la direzione artistica spetterà sempre ad Alessandro Cattelan mentre, rispetto al passato, c’è solo una conferma, ovvero quella di Fedez. Entrano in gioco per la prima volta, sul parquet di X Factor, Alvaro Soler e Manuel Agnelli, mentre nell’edizione del 2016 si prende nota del ritorno di Arisa.

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Ma andiamo con ordine e vediamo cosa hanno dichiarato i singoli giudici nel corso della conferenza stampa di presentazione a Milano, avvenuta nella giornata di ieri.

ARISA: “Ho cambiato il mio metro di selezione dei concorrenti rispetto al passato perché la perfezione non mi interessa più. Quel che cerco nelle esibizioni è qualcosa che mi faccia davvero emozionare.”

MANUEL AGNELLI: “Non sono qui per andare in televisione e spaccare tutto né per rappresentare la scena underground. Il mio obiettivo è quello di portare la mia visione della musica, voglio scompaginare le carte di un ambiente diventato ormai troppo retorico. A cinquant’anni finalmente mi sono liberato di tanti filtri, fidatevi di quel che faccio, altrimenti…”

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ALVARO SOLER: “A Barcellona ho suonato per diversi anni in un gruppo e per questo saprò valutare bene le band. Nessuna casa discografica ci ha voluto all’epoca perché cantavamo in inglese e oggi se sono qui è grazie solo a quel percorso musicale. Qual è il mio obiettivo? Andare alla ricerca del talento puro, ma non voglio in nessun modo alcun metro di paragone con Mika.”

FEDEZ: “Il problema non è il format o la gara tv, ma la gestione discografica del dopo. Quando ho lavorato come produttore in modo del tutto gratuito sono stato molto buono per tutti, ma non ho ricevuto neanche un grazie. La mia sfida è creare prodotti discografici veri.”

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