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X Factor 2016, i Five Stories rispondono: “Quel ‘boyband’ è sintomo di ignoranza, vi raccontiamo la nostra storia” [INTERVISTA]

Gli ingredienti giusti per poter entrare nel mondo dello spettacolo, attraverso X-Factor, sembravano esserci davvero: cinque ragazzi, attraenti per i gusti del pubblico, discreta tecnica vocale e una base su cui poter lavorare. I Bootcamp di X Factor 2016, però, sono costati caro ai Five Stories, cinque ragazzi italiani conosciutisi sui social network e diventati, nel giro di pochi mesi, una band. L’esecuzione di Basket Case dei Green Day durante i Bootcamp non ha pienamente convinto, certamente la performance è andata molto meglio alle audizioni. Ma i Five Stories, ai microfoni di UrbanPost, non vogliono soffermarsi su quel che ormai sembra già il passato, sebbene precisino come il termine boy-band, utilizzato da Manuel Agnelli, non vada affatto bene. Andiamo alla scoperta di questa nuova band che sui social network è già abbastanza attiva e sembra avere un seguito niente male, restando in attesa del primo inedito.

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Ciao ragazzi, iniziamo dall’avventura di XF10: siete arrivati ai Bootcamp, vi aspettavate di più?
Sicuramente quando partecipi ad un programma del genere l’aspettativa e l’obiettivo sono quelli di arrivare fino in fondo, tenendo saldi i piedi a terra ovviamente. Nonostante questo l’esperienza di X-Factor è stata indubbiamente indimenticabile, per certi versi gratificante, per altri meno, ma sono proprio le sconfitte che ti fortificano sia nella vita in generale che nella musica come in questo caso. Questo lo stiamo vivendo in prima persona.”

Secondo voi, perché quella reazione feroce del pubblico di Milano ai Bootcamp?
Innanzitutto parliamo di un pubblico composto almeno per la metà da famiglie, amici e parenti dei concorrenti. Tralasciando ciò, pensiamo che la reazione sia scaturita da due fattori: l’influenza delle parole pesanti dei giudici; un pubblico (come quello milanese) che non era a conoscenza delle difficoltà che abbiamo incontrato nel nostro percorso musicale, fino a quel momento brevissimo, dovuto alla distanza tra le nostre città di appartenenza (Roma, Napoli ,Bologna) e che i giudici non ci hanno dato la possibilità di ribadire facendo emergere che la motivazione per la quale noi ci vedevamo per le prove due volte al mese non fosse un atto di presunzione.”

Vi siete presi della “boy-band”. Cosa vorreste rispondere?
Che cosa intendiamo per boyband? Boyband significa band di ragazzi, e come lo siamo noi lo sono tutte le band partecipanti al programma. Il fatto di usare il termine boyband come termine dispregiativo è questione di ignoranza. Noi pensiamo a fare musica e a seguire il percorso che abbiamo intrapreso.”

In tanti vi definiscono gli One Direction italiani, ma è davvero questa la vostra aspirazione?
Come già detto, noi pensiamo a fare la musica che ci piace senza cercare di assomigliare a nessuno. Non sono tra le nostre fonti di ispirazione ma rispettiamo la loro musica come rispettiamo quella di tutti.”

Alvaro Soler alla guida delle band, è l’uomo giusto? Come vi siete trovati con lui? E dal punto di vista umano?
Sì crediamo sia l’uomo adatto anche perché precedentemente faceva parte di una band anche lui e sa come muoversi nel campo. Dal punto di vista umano è una persona molto umile e semplice, fattori che sicuramente lo hanno reso l’artista che è oggi.”

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Rispetto alle precedenti edizioni, cosa presenta di diverso XF10?
Abituati a seguire il programma da un punto di vista esterno, visto da dentro è tutto diverso. Sicuramente la giuria ha subito un grande cambiamento. Per il resto, staremo a vedere…”

Five Stories, ci raccontate un po’ come siete nati?
Ci siamo incontrati un po’ per caso su vari social network. Andrea, già amico di Pietro, trova per caso Leonardo su Periscope che ha un duo acustico con Costantino con il quale gira vari pub per fare esperienza e gavetta; il progetto ci entusiasma fin da subito e insieme troviamo William su una pagina di giovani talenti emergenti di Facebook: allora, con l’aiuto di un produttore che ancora oggi ci segue, decidiamo di incontrarci nella città più comoda, ovvero Roma: da qui è nata subito una grande sintonia e un grande legame, sia nella musica che nella vita.”

Musicalmente, come vi definireste?
“È difficile per noi definirci musicalmente: ognuno di noi ha tante influenze diverse che cerchiamo di convergere nel Pop acustico. Siamo comunque in fase di crescita, quindi si vedrà.”

Quali sono i vostri progetti futuri? Tornerete a X Factor?
Abbiamo tanti progetti imminenti ma non crediamo di tornare a X Factor il prossimo anno. Per adesso siamo molto impegnati nelle prove e nella scrittura di brani inediti.”

A quando il primo inedito?
“Abbiamo già diversi inediti e speriamo che presto vengano pubblicati.”

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