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Xylella fastidiosa fa strage di ulivi in Puglia: l’UE chiede intervento per bloccare il batterio

L’Europa trema di fronte alla velocità con la quale si sta propagando il batterio killer, Xylella fastidiosa, che sta flagellando intere distese di uliveti pugliesi. Contagio e diffusione in tempi record che hanno fatto scattare l’allarme: per i ricercatori la moria rischia di propagarsi nel continente e l’UE chiede risposte, le pretende in tempi brevi: già martedì 19 novembre, nella videoconferenza che il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, Antonio Guario, dovrà tenere con i membri della Commissione Europea.Ulivo affetto da Xylella fastidiosa

Se finora l’Europa è stata risparmiata dalla contaminazione è solo per una fortunata coincidenza, pare infatti che, assieme ad altre concause, l’effetto nefasto che sta annientando gli uliveti in Salento possa presto varcare i confini della regione Puglia. Solo qualche settimana fa proprio Antonio Guario lanciava l’allarme che suonava come una sentenza senza appello: “Non abbiamo mai visto niente di simile in tutta la storia dell’agricoltura italiana”.

Un’intera fetta dell’arco ionico-leccese vedrà cancellata quasi completamente la sua pianta simbolo: gli alberi malati infatti dovranno essere sradicati. E il contagio nel resto dell’Italia e dell’Europa è un rischio troppo alto, tanto da richiedere l’adozione di durissime misure concordate tra Regione e ministero dell’Agricoltura. I ricercatori delle strutture regionali, del Dipartimento di Scienze del suolo dell’Università di Bari e dell’Istituto di Virologia del Cnr convengono nell’asserire che non c’è cura di fronte agli attacchi del patogeno Xylella fastidiosa, originario della California. Rodrigo Almeida, docente dell’Università di Berkeley, uno dei massimi esperti in materia, spiega che il batterio riscontrato in Puglia non è totalmente identificabile con quello californiano, i cui aspetti patogeni sono solo in parte compatibili con esso. Il genotipo presente in Italia, fortunatamente, è una variante che non colpisce la vite e gli agrumi. Entro fine novembre, la Commissione europea disporrà le misure da adottare obbligatoriamente: secondo la normativa comunitaria, la sola presenza di un batterio da quarantena impone già la distruzione delle piante. Il tempo stringe, ma per sciogliere il resto del rebus, bisogna aspettare.

 

 

 

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