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Yara Gambirasio, Bossetti chiede giustizia per lei: lettera anonima indica un’altra pista

Massimo Bossetti, in carcere con l’accusa di essere l’omicida di Yara Gambirasio ha scritto una lettera ai suoi legali che è stata letta nella trasmissione di Quarto Grado. Nella missiva datata 26 aprile 2015, il muratore di Mapello continua a dichiararsi innocente: “lotterò fino alla fine contro questo grandissimo e fottutissimo errore giudiziario”. Bossetti ringrazia tutto il collegio difensivo e sottolinea che mai ha conosciuto la tredicenne ginnasta di Brembate: “credetemi” sottolinea.

Il 3 luglio prossimo Massimo Bossetti comparirà davanti la Corte d’assise per il processo e chiede: “Giustizia anche per lei. Giustizia come i genitori della povera Yara e dunque non è giusto pagare per qualcuno che in verità ha commesso questo tragico delitto, facendola franca”.

Intanto agli atti del processo i legali di Bossetti fanno notare che si trovano due lettere anonime giunte alla redazione del quotidiano L’Eco di Bergamo che le ha consegnate, a suo tempo, alla Procura. Nelle missive del 2011 un rappresentate di commercio che non si firma, racconta che la sera della morte di Yara, si trovava appartato con una prostituta di nome Lucy nei pressi del campo di Chignolo e vide due scooter parcheggiati di traverso ai bordi del campo e tre o quattro ragazzi che vi si addentravano vistosamente agitati. Nello scritto l’anonimo narra di essersi allontanato immediatamente. Secondo la difesa di Bossetti questa pista non è stata approfondita in modo adeguato.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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