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Yara Gambirasio, il suo assassino ha avuto un complice? Famiglia non si oppone a richiesta nuove indagini

Caso Yara Gambirasio: va avanti l’impegno dei difensori di Massimo Bossetti, gli avvocati Salvagni e Camporini, per ottenere la revisione del processo dopo che è stato accordato loro di poter effettuare una “ricognizione” sui reperti di indagine relativi al caso della 13enne, ginnasta di Brembate, barbaramente uccisa il 26 novembre 2010. C’è però una novità delle ultime ore divulgata dal settimanale Oggi secondo cui i coniugi Gambirasio non si sarebbero opposti alla richiesta della difesa di Bossetti e, anzi, sarebbero d’accordo a che vengano effettuati nuovi accertamenti sul materiale repertato durante le indagini sul campo di Chignolo d’Isola, luogo del ritrovamento del cadavere della figlia.

Yara Gambirasio: il suo assassino ha avuto un complice?

Oggi ha pubblicato le parole dell’avvocato della parte civile, Andrea Pezzotta, che tutela la famiglia di Yara: «Sulla responsabilità di Bossetti non ho dubbi. Si potrebbe discutere su altri aspetti e porsi magari una domanda: ha fatto tutto da solo? Oggi con quel che abbiamo è impossibile rispondere». Le indagini sul caso Yara potrebbero dunque riaprirsi non solo perché le chiede il pool difensivo di Bossetti, che si professa innocente e si dice convinto che ripetendo il test del Dna emergerebbe la sua estraneità ai fatti, ma anche per volere della famiglia di Yara. Se infatti tre processi hanno appurato che il profilo genetico di Ignoto 1 appartiene a Massimo Bossetti, per mancanza di elementi non hanno tuttavia potuto ricostruire interamente la dinamica omicidiaria, né capire come Yara sia stata sequestrata mentre a piedi dalla palestra tornava a casa, di chi siano gli altri Dna isolati sul suo corpo e soprattutto se il suo assassino abbia o no avuto dei complici. Ecco dunque che le parole di Pezzotta portano in una precisa direzione interpretativa: eventuali nuovi accertamenti scientifici, in virtù delle nuove tecniche di indagine acquisite negli ultimi anni, potrebbero aiutare a completare il puzzle investigativo che ancor oggi manca di alcuni suoi importanti tasselli.

Yara Gambirasio: l’avvocato della famiglia approva nuove indagini

Riferisce il settimanale Oggi, inoltre, che l’avvocato Pezzotta “ha anticipato i difensori di Bossetti e 48 ore prima del deposito della loro istanza, sabato 7 dicembre ha depositato in Corte d’Assise una propria istanza nella quale ha chiesto che i reperti vengano custoditi e conservati in maniera corretta, ne sia inibita la distruzione e siano disponibili a «un accesso e una ricognizione» fatti alla presenza di tutte le parti in causa”. Respinta intanto la richiesta della pm Letizia Ruggeri, che ha condotto le indagini sul caso Yara, la quale si era opposta, chiedendone la confisca, alla richiesta della difesa di Bossetti di poter accedere ai succitati reperti.

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