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Yara Gambirasio cadavere: il corpo portato a Chignolo dopo il delitto? Cosa disse il testimone

Omicidio Yara Gambirasio: l’avvocato di Massimo Bossetti punta di nuovo i riflettori su un aspetto dibattuto in aula durante il processo a carico del muratore di Mapello. Riguarda il cadavere della ginnasta di Brembate, che per i difensori di Bossetti non sarebbe stata uccisa lì dove venne rinvenuto il suo corpo – nel campo di Chignolo – ma altrove e il cadavere lì condotto tempo dopo il delitto. A sostegno di questa tesi una testimonianza importante emersa all’epoca delle indagini da parte di un uomo che nel settembre 2014 andò in Procura a Bergamo per riferire che il corpo di Yara non era abbandonato nel prato incolto di Chignolo né il giorno dopo la scomparsa, né i giorni successivi. Secondo siffatta tesi – sconfessata dai tre gradi di giudizio che hanno condannato Bossetti all’ergastolo in via definitiva – Yara Gambirasio non sarebbe deceduta nel terreno incolto in cui venne rinvenuta, del tutto casualmente, il 26 febbraio 2011, tre mesi dopo la scomparsa.

Il corpo di Yara Gambirasio portato a Chignolo dopo il delitto? Cosa disse un testimone

“Ci vuole ancora molto a capire?!”, ha scritto, provocatoriamente, l’avvocato Claudio Salvagni su Facebook per commentare un articolo de Il Fatto Quotidiano risalente al 2014 e che parla proprio di siffatta testimonianza: “Da quanto si apprende, l’uomo (un esperto di volo e un volontario della protezione civile), due-tre giorni dopo quel 26 novembre 2010, sorvolò in addestramento l’area, vicino alla zona industriale e alla discoteca dove tre mesi dopo venne trovato il corpo senza vita della giovane di Brembate di Sopra (Bergamo), e non notò nulla di strano. In quei giorni la neve non avrebbe impedito il volo e secondo il testimone il manto bianco, in teoria, non avrebbe comunque coperto del tutto il cadavere di Yara”. Si legge nell’articolo che “l’uomo volò nuovamente sopra la zona e in quell’occasione notò dall’alto una cosa nera. Si trattava solo di un grosso sacco della spazzatura. Il testimone dunque sostiene che se vide quel particolare, avrebbe potuto notare anche il corpo della 13enne. La tesi del testimone è che se Yara fosse stata abbandonata subito in quel campo, sorvolando la zona dall’alto, il suo corpo sarebbe stato visibile; l’ipotesi che potrebbe farsi strada è che la giovane ginnasta sia stata uccisa altrove e poi abbandonata quando ormai era senza vita”.

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Caso Yara nuova pista alternativa porta ad “una persona che la sera del delitto si trovava a Brembate”

Questa la tesi difensiva che le sentenze hanno rigettato in toto, ma sulla quale non è escluso che l’avvocato Salvagni ed il suo entourage vogliano tornare. Il penalista nel maggio scorso aveva infatti dichiarato in una intervista la ferma intenzione di puntare alla revisione del processo e di stare compiendo nuove indagini difensive, confermando l’esistenza di “tre precise piste molto interessanti.”. Tra tutte una che porterebbe all’estero e riguarderebbe “una persona che la sera del delitto si trovava a Brembate, ma che vive all’estero”.

Massimo Giuseppe Bossetti non chiede giudizio abbreviato

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