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Yara Gambirasio mai uscita dalla palestra? L’avvocato di Massimo Bossetti non lo esclude

Caso Yara Gambirasio: Massimo Bossetti spera nella revisione del processo e nel frattempo in cella scrive un memoriale dove racconta la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto, dal giorno dell’arresto ad oggi. Ad aiutarlo il suo avvocato, Claudio Salvagni, il quale proprio oggi 9 settembre 2019 ha rilasciato nuove dichiarazioni in merito.

inchiesta yara gambirasio

Massimo Bossetti: il memoriale e la speranza di ottenere revisione processo

“È un’idea nata insieme nei vari colloqui con Bossetti. Da una parte lui vuole esternare tutta la sua rabbia per la mancata possibilità di difendersi realmente, le pressioni psicologiche, la vita carceraria, le illusioni, le delusioni. Dall’altra parte ci sono io, questo è un processo che mi ha cambiato la vita, ha inciso profondamente sul mio essere. Ho toccato con mano la disperazione umana, non poter dimostrare la propria innocenza crea un cortocircuito che porta un uomo anche ad accarezzare l’idea di farla finita”, così il legale del carpentiere bergamasco condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate. Queste le sue parole a Radio Cusano Campus. Il ricorso in Corte Europea è già stato presentato – “Abbiamo fatto ricorso a Strasburgo per la violazione dei diritti di difesa. Strasburgo potrebbe dire che Bossetti non ha avuto la possibilità di difendersi nel processo, questo aprirebbe subito le porte ad una revisione” – ma non si conoscono i tempi d’attesa (lunghi, pare) prima di avere un responso in merito.

Yara Gambirasio mai uscita dalla palestra? Parla l’avvocato di Bossetti

Salvagni ha chiaramente detto che al suo assistito non è stato concesso di difendersi in dibattimento, poiché la difesa non ha mai avuto modo di analizzare i reperti su cui hanno lavorato i Ris e le cui analisi hanno portato alla condanna del suo assistito. Vi sarebbe ancora del materiale su cui lavorare, se venisse concesso – nella ipotesi di ottenere la revisione del processo – alla difesa l’accesso agli stessi. La super perizia sul Dna più volte chiesta dal pool difensivo è stata sempre negata, ma Claudio Salvagni non si arrende. “I reperti, nel caso specifico gli indumenti di Yara, la difesa non li ha mai neppure potuti vedere. Non sappiamo se quegli slip esistono davvero o se hanno i buchi perché sono stati fatti i prelievi del Dna. Per prima cosa vorremmo vederli e poi poterli analizzare perché siamo convinti che l’esame del Dna condotto solo dal Ris sia sbagliato. Siamo convinti che rifacendo quell’esame verrebbe fuori un risultato completamente diverso”. A proposito di assenza di testimoni sul luogo in cui Yara fu rapita, Salvagni non ha escluso la possibilità che la ginnasta non sia mai uscita dalla palestra dove si era recata nel pomeriggio del 26 novembre 2010, giorno del delitto. Il penalista ha poi precisato che in questo processo-inchiesta ancora oggi niente è chiaro.

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