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Yara Gambirasio, sul suo corpo 10 Dna mai identificati: l’avvocato di Bossetti evidenzia le anomalie del caso

Caso Yara Gambirasio news: Massimo Bossetti spera concretamente nella revisione del processo dopo la notizia di alcuni giorni fa che ha confermato il sì ad indagini difensive sui reperti di indagine (incluse tutte le tracce di Dna ancor oggi esistenti) della Corte di Assise di Bergamo al pool difensivo del carpentiere bergamasco condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate. «Finalmente l’inversione di rotta che da sempre aspettiamo per dare a Massimo una concreta speranza di dimostrare la propria innocenza» – così nei giorni scorsi l’avvocato Claudio Salvagni che, intervistato da Giovanni Terzi per Libero.it, ha ribadito il concetto: «Si riapre tutto, proveremo la sua innocenza».

Caso Yara Gambirasio news

Caso Yara Gambirasio news: Massimo Bossetti spera in revisione processo

L’intervista di uno dei difensori di Bossetti ha focalizzato l’attenzione su quelli che per la difesa sono i molteplici punti oscuri della vicenda giudiziaria in oggetto, ancor oggi non chiariti nonostante i tre gradi di giudizio: sul cadavere di Yara Gambirasio, trovato tre mesi esatti dopo il delitto nel campo di Chignolo D’Isola – distante circa 5 km da Brembate e raggiungibile in meno di dieci minuti d’auto – c’erano diversi profili genetici mai identificati. A domanda ‘C’erano altre tracce di Dna?’, il penalista infatti ha replicato: «Ve ne erano altre undici. Soltanto una riconducibile a una persona nota, l’insegnante di ginnastica Silvia Brena (sangue o saliva), e poi altre denominate “uomo 1” e “donna 1”, e alcuni ritrovamenti piliferi». Invece il Dna di Bossetti, secondo le sentenze, fu rinvenuto solo sulle mutandine della vittima ma, ha osservato l’avvocato Salvagni, «a me risulta anomalo che un omicida riesca a lasciare una goccia di sangue sulle mutandine e in corrispondenza dei leggins della povera Yara e nessun altro segno in tutto il corpo […] Non esiste alcun altro segno riconducibile geneticamente a Bossetti se non quello sulle mutandine. Un assassino tocca la vittima sul giubbotto, sul corpo, ovunque. Ebbene, nessuna traccia di Bossetti».

Caso Yara Gambirasio news

Bossetti: l’avvocato Salvagni evidenzia le anomalie del caso Yara

Dopo avere ancora una volta dichiarato di essere convinto dell’innocenza del suo assistito Massimo Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni nell’intervista a Libero ha evidenziato altre anomalie dell’indagine e dei processi sul caso Yara Gambirasio: «È un omicidio senza un movente e senza una dinamica chiara […] non conoscendo Yara l’omicida avrebbe dovuto caricarla in auto con la forza senza farsi vedere da nessuno e senza mai toccarla. Le sembra possibile e realistico? Inoltre nella famosa traccia 31G20 non c’è il mitocondriale di Bossetti, e oltre ad esistere nella stessa traccia anche una parte di Dna di Yara esiste un altro incognito che non è né Yara né Bossetti». Sebbene in genetica forense solo il Dna nucleare (linea paterna) venga utilizzato per attribuire un profilo genetico ad un soggetto (nel caso di specie quello nucleare di Ignoto1-Bossetti), Salvagni ha rimarcato l’altrettanta importanza di quello mitocondriale (linea materna): «Fu grazie alla parte mitocondriale del Dna che si riuscì a comprendere a chi appartenevano alcuni corpi dopo l’attentato alle torri gemelle di New York l’11 settembre 2001. Perché la parte mitocondriale è quella più resistente a qualsiasi elemento, sia fuoco che acqua. In questo caso invece inspiegabilmente manca!».

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