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Yara, Massimo Bossetti condannato: Roberta Bruzzone commenta la sentenza

Massimo Bossetti condannato all’ergastolo anche in appello. La criminologa Roberta Bruzzone dice la sua in merito al caso Yara Gambirasio, e intervistata da Intelligonews ha ribadito la sua posizione, da sempre all’unisono con quella dell’accusa e dei giudici di Bergamo e Brescia che hanno condannato l’imputato. Ecco alcuni stralci delle sue dichiarazioni:

“Mi aspettavo la conferma dell’ergastolo e il fatto stesso che ci sia stata, giustifica anche le 15 ore della Camera di consiglio. Non credo come hanno sostenuto alcuni che sia stata così lunga per divergenze fra i giudici, molto più semplicemente nel momento in cui si è deciso di confermare l’ergastolo, giudici togati e popolari hanno voluto scrupolosamente riesaminare tutti gli atti. E questo ovviamente ha comportato del tempo anche perché erano tanti e diversificati i punti da esaminare” – ha spiegato la Bruzzone – “Dubbi sulla colpevolezza di Bossetti a mio giudizio non ci sono mai stati. Ho sentito sollevare dubbi del tutto irragionevoli, fantasiosi, a tratti anche fantascientifici. Direi che ha vinto la scienza e la scienza sono fatti, non opinioni. Mi auguro che tanti aspiranti genetisti da social-media se ne facciano una ragione. In certe materie non può entrare chi non è totalmente esperto”.

Leggi anche: Caso Yara verdetto d’appello: Massimo Bossetti condannato all’ergastolo anche in secondo grado

Le dichiarazioni spontanee rese dall’imputato prima che la Corte si riunisse in camera di consiglio, da tanti sono state giudicate ‘toccanti e sincere’; Bossetti ha parlato di Yara, ha espresso disprezzo per il suo assassino – “ancora libero, che ride di me e della giustizia”, così Bossetti – ribadendo di non avere l’indole malvagia e di non aver mai conosciuto la vittima. La criminologa ha interpretato così l’autodifesa del muratore ieri in aula: “Vergognosa. Ammesso pure che vogliamo non considerare l’ipotesi che sia un assassino, è comprovato che siamo in presenza di un bugiardo compulsivo al punto da essere soprannominato favola. Ora il fatto che sia un bugiardo patologico è stato appurato dai giudici di primo grado, da quelli d’appello, da diversi collegi chiamati a pronunciarsi sul suo caso, dal Riesame alla Cassazione, quindi da oltre trenta magistrati. Un bugiardo che per anni non ha mai mostrato alcun concreto segnale di pentimento per quanto fatto. Quindi secondo lei può avere valore anche una sola frase uscita dalla sua bocca?”.

Il fatto che in tutti questi anni l’imputato non abbia confessato il delitto di cui è accusato, per la criminologa non è indicativo della sua innocenza, come invece gli innocentisti sostengono: “La maggior parte della gente che commette omicidi orribili non confessa mai. La confessione non è certo una garanzia visto che molte confessioni si sono poi rivelate farlocche come dimostra il caso Misseri. Abbiamo gente che non ha mai confessato nonostante le prove schiaccianti contro di loro. Scelta legittima per carità, ma il fatto che Bossetti non confessi non mi stupisce affatto”.

Adesso l’unica speranza che ha Bossetti di far ribaltare i verdetti di primo e secondo grado è il ricorso in Cassazione. A tal riguardo Roberta Bruzzone ha le idee chiare e spiega: “La Cassazione si è già espressa due volte sulla misura cautelare per Bossetti. Certo, non era un giudizio di merito, ma comunque le presunte prove sul Dna presentate dalla difesa sono state già giudicate irrilevanti dalla Suprema Corte per motivare la carcerazione dell’imputato. Dubito quindi che, anche entrando nel merito della questione e delle prove che hanno portato a condannare due volte Bossetti, la Cassazione possa smentire se stessa”.

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