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Yara processo Bossetti: in aula lettera ex compagno di cella: “È un animale”

Si sta svolgendo in queste ore, in Corte d’Assise a Bergamo, la terza udienza del processo al carpentiere di Mapello, Massimo Giuseppe Bossetti. Quello di oggi è il giorno delle deposizione dei coniugi Gambirasio, Maura e Fulvio, e di altri parenti della vittima.

Mamma Maura ha iniziato la sua sofferta, senza che però trapelassero emozioni, testimonianza dopo le 10.30. Ha risposto alle domande del pm Letizia Ruggeri, poi ha raccontato di quel 26 novembre 2010: Yara “aveva preso voti bellissimi a scuola”, ha detto, e dopo avere finito i compiti avrebbe portato – come in realtà accadde – uno stereo nella vicina palestra di via Rampinelli, che frequentava. Mentre ricordava la figlia, senza mai guardare Bossetti, che la fissava attentamente seduto al banco degli imputati, in jeans e camicia bianca a maniche corte, la signora Maura sorrideva.

Più difficile per il padre della ginnasta, Fulvio Gambirasio, ricostruire quel terribile giorno. L’uomo sta deponendo proprio ora; ha iniziato a parlare intorno alle 14 e più volte si è dovuto fermare perché interrotto dal pianto. È emersa inoltre un’indiscrezione circa una lettera resa nota durante l’udienza, ricevuta qualche tempo fa dai coniugi Gambirasio e scritta da Loredano Busatta, che per 3 mesi fu compagno di cella di Bossetti.

“Bossetti è un animale” – scrive l’uomo rivolgendosi ai genitori della vittima – “era pure spavaldo nel raccontare ciò che aveva fatto a Yara e non avrebbe mai rivolto un pensiero a vostra figlia”. Nella lettera Busatta conferma ciò che tempo fa rivelò al pm Ruggeri, ovvero che Bossetti gli confessò il delitto della 13enne, pur essendo stato al tempo smentito dalle indagini.

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