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Zen Circus a Sanremo 2019: chi sono, canzone in gara

A Sanremo 2019 arriva la rock band toscana degli Zen Circus. Il gruppo è composto da quattro musicisti: Andrea Appino (voce e chitarra), Karim Qqru (batteria), Massimiliano “Ufo” Schiavelli (basso) e Francesco Pellegrini (Chitarra). Andrea Appino, frontman del gruppo toscano Zen Circus è nato a Pisa il 23 dicembre 1978 ed è un cantautore, chitarrista e produttore discografico italiano. E’ penna, chitarra e voce dal 1995 dell’unica band di cui abbia mai fatto parte: The Zen Circus, con loro ha pubblicato 9 dischi e suonato in più di mille concerti. Karim Qqru è nato ad Alghero il 20 settembre 1982 ed è un musicista, produttore discografico e compositore italiano, nonché batterista del gruppo toscano Zen Circus. Comincia la sua carriera musicale appena quattordicenne come chitarrista e cantante, suonando in molti gruppi. Nel 2003 Andrea Appino ed Ufo gli chiedono di entrare come batterista negli Zen Circus. Per scoprire tutto ciò che c’è da sapere su di loro e per rimanere costantemente aggiornati sul loro lavoro si può seguire il profilo social su Instagram della band. Sul loro account gli Zen Circus comunicano tutte le novità della loro band con il loro stile ruvido e provocatorio, insomma  da veri rocker.

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La storia della rock band Zen Circus

Nel 1994 Andrea Appino (chitarra e voce) e Marcello ‘Teschio’ Bruzzi (batteria) decidono di formare un gruppo punk rock. Dopo essere riusciti a creare la propria sala prove al primo piano dello storico centro sociale Macchia Nera di Pisa, debuttano con il nome di The Zen nel 1998. Teschio convince Andrea a coinvolgere un terzo componente, il chitarrista Massimiliano ‘Ufo’ Schiavelli nel loro progetto. La band rock prende così il nome definitivo di The Zen Circus. Vero punto di svolta è la vittoria alle selezioni regionali di Arezzo Wave e la partecipazione all’Arezzo Wave On The Rocks. Dopo questa vittoria decidono di investire dei soldi e comprare Nello, un camper del 1978, che terrà loro compagnia per tutte le altre numerose date dei tour in giro per l’Italia. Nel 2003 il fondatore Teschio lascia il gruppo e viene sostituito da Karim Qqru. A gennaio 2006 festeggiano il decimo compleanno della formazione con un mega-concerto al Metarock Club di Pisa. Nel 2009 pubblicano il loro sesto album, intitolato Andate tutti affanculo. Con questo album la band per la prima volta canta completamente in italiano. Il 2 marzo 2011 sul canale YouTube della band viene caricato un documentario per ricordare gli anni di attività degli Zen Circus realizzato da Annapaola Martin. Con questo documentario il gruppo fa sapere ai fan di aver deciso di ristampare gli ormai introvabili primi quattro album. Il 2 marzo 2018 esce l’album Il fuoco in una stanza, che entra in classifica alla posizione numero 1 nella sezione Vinili della classifica FIMI e si posiziona come settimo album più venduto nella classifica FIMI generale. Il 20 dicembre 2018 viene annunciata la partecipazione della band al Festival di Sanremo 2019 con il brano L’amore è una dittatura.

La canzone dei Zen Circus in gara a Sanremo 2019

I Zen Circus partecipano per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone L’amore è una dittatura. Ecco il testo:

Ci hanno visti nuotare in acque alte fino alle ginocchia
Ed inchinarci alle zanzare pregandole di non mescolare
Il nostro sangue a quello dei topi arrivati in massa con le maree
Le porte aperte, i porti chiusi, e sorrisi agli sconosciuti
Che ci guardano attoniti mentre ci baciamo,
Da uomo a uomo, mano nella mano
Una sigaretta non lo racconta ci vuole forse una vita intera
O una canzone non certo questa,
Altri maestri, altri genitori
Che non rinfacciano quello che sei, quello che vuoi
Quello che eri
Esistere è giusto un momento
Chi vive nel tempo muore contento
E sì, ci hanno visti contare le pietre di questo deserto
Pazienza, perdere tempo con il cielo, farlo di lavoro
Pagati per immaginare qualcosa che non puoi fotografare
Mi spiego meglio, senza nascondermi dietro a cazzate
Scritte per caso in questa palestra dell’orrore
Ecco la pietra, ecco il peccato,
Un cane pastore lo fa per amore,
Non per denaro, non per rancore,
Non per la lana esiste il gregge
Né per la legge
Siamo delle antenne, dei televisori
Emettiamo storie che fanno rumore
Cerchiamo la donna della vita o l’uomo della morte
Strade interrotte, eterni sorrisi, figli sangue del nostro lavoro
Non ci somiglieranno, figli ormai del mondo intero
E perdere la monotonia di quando tutto era al suo posto
I topi cacciati, debellati, mostri tutti sotto al letto
E lasciar volare via quell’abbraccio conosciuto
Di chi in nome del tuo bene ha distrutto il tuo passato
Quando arrivi tu se ne vanno gli altri
Sai che non va bene ma ti piace arrangiarti
Come fanno in quei paesi che non sappiamo pronunciare
Ma che ci piace addomesticare a parole
Ero presente al momento dei fatti
Il fatto non sussiste
Mettetelo agli atti
Ma non hai paura di nessuno
Se non della tua statura
Hai la democrazia dentro al cuore
Ma l’amore è una dittatura
Fatta di imperativi categorici
Ma nessuna esecuzione
Mentre invece l’anarchia la trovi dentro ogni emozione
Tu stammi vicino, anzi lontano abbastanza
Per guardarti il viso dalla stanza dei miei occhi
Aperti o chiusi, non importa
Sono occhi quindi comunque una porta aperta
Il tempo passa lo senti da questo orologio
Mentre lavori dentro un bar, ad una pressa o in un ufficio e…
E speri ancora che qualcuno sia lì fuori ad aspettarti,
Non per chiederti dei soldi, neanche per derubarti,
Non per venderti la droga e soffiarti il posto di lavoro
Ma per urlarti in faccia, che sei l’unica, sei il solo
Sei l’unica, sei il solo.

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