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Zuccheri, danni sulla salute: l’industria dello zucchero influenzò le ricerche scientifiche

Fatti accaduti circa 50 anni fa ma che sembrano cambiare notevolmente quelle che sono state le linee guida dell’alimentazione, almeno negli Stati Uniti, per tutto questo tempo. A rendere noti una serie di documenti e carteggi scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di San Francisco e a pubblicarli sul magazine Jama Internal Medicine è stato Stanton Glantz, professore di medicina. In essi sembrerebbero esserci le prove che durante gli anni Sessanta l’industria dello zucchero e nello specifico la Sugar Research Foundation, oggi diventata Sugar Association, avrebbe pagato diversi ricercatori di Harvard con l’equivalente odierno di 50 mila dollari per concentrarsi sui danni sul sistema cardiovascolare dell’eccessivo consumo di grassi e non degli zuccheri. Gli studi pubblicati all’epoca sul New England Journal of Medicine avrebbero fortemente influenzato le ricerche successive sui danni dei grassi saturi sul sistema cardiovascolare, evitando invece apposta di approfondire quelli provocati dagli zuccheri che invece secondo studi più recenti sarebbero anche tra le cause dell’insorgere dell’aterosclerosi. Documenti che oggi diventano estremamente attuali proprio quando, da diversi anni, nell’ambito della ricerca serpeggiava il dubbio che l’industria dello zucchero avesse influenzato le ricerche sui danni provocati da un’alimentazione eccessivamente ricca di zuccheri“Questo” sottolinea Stanton Glantz “riuscì a dirottare la discussione sugli zuccheri per decenni” tanto che per decenni in America i consigliarono diete a basso contenuto di grassi senza controllare invece gli zuccheri comportando un crescente numero di obesi. L’indagine che ha portato alla pubblicazione di questi documenti compromettenti tra l’industria dello zucchero e alcuni ricercatori nell’ambito dell’alimentazione, condotta da un gruppo di esperti del Philip R. Lee Institute for Health Policy Studies di San Francisco, riporta in auge un tema molto delicato soprattutto negli Stati Uniti, ovvero la mancanza di stretti controlli su chi finanzia le ricerche scientifiche sull’alimentazione tanto che gli autori dello studio hanno commentato: “I comitati che si occupano di legislazione dovrebbero prendere in considerazione l’idea di dare meno peso agli studi finanziati dall’industria alimentare e includere studi meccanicistici e ricerche condotte sugli animali, così come studi che valutino gli effetti degli zuccheri aggiunti su diversi biomarcatori delle malattie cardiovascolari e lo sviluppo delle malattie”.

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