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Zygmunt Bauman, una società liquida segnata “dalla paura e dall’incertezza”

La voce di Zygmunt Bauman torna a dare risposte sulla nostra epoca direttamente dalle pagine del Corriere della Sera dove questa mattina è apparsa una sua intervista rilasciata a Davide Casati: il sociologo e filosofo polacco parla di un’epoca segnata dalla paura e dall’incertezza” in cui i demoni che attualmente ci perseguitano non “evaporeranno” nel nulla.

Sociologo e filosofo polacco classe 1925, Zygmunt Bauman torna a parlarci della nostra società e a metterci in guardia dai “demoni” che l’attanagliano: sul Corriere della Sera, intervistato da Davide Casati, il più grande pensatore sociale del nostro tempo si sofferma ancora una volta sul concetto di società liquida spiegando come le “radici dell’insicurezza” siano piantate nel terreno molto più di quanto pensiamo e che “sono segnate dall’indebolimento dei legami interpersonali, dallo sgretolamento delle comunità, dalla sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti, dalla tendenza ad affidare nelle mani di singoli la risoluzione di problemi di rilevanza più ampia, sociale”. Casati si sofferma poi sulla questione migranti, spesso ritenuti colpevoli o complici delle stragi che si stanno susseguendo in Europa: la risposta di Bauman è ancora una volta molto precisa, concisa nella sua drammaticità. Il sociologo, infatti, spiega come i migranti siano la rappresentazione reale dei nostri incubi peggiori: “Molti di loro provengono da una situazione in cui erano fieri della propria posizione nella società, del loro lavoro, della loro educazione. Eppure ora sono rifugiati, hanno perso tutto”.

Bauman continua il suo discorso parlando dell’Europa e dello “stato di salute dello spirito fondativo dell’Unione Europea non è in buona salute, perché la caratteristica decisiva dell’ispirazione alla base dell’Ue era la visione di un’Europa in cui le misure militari e di sicurezza sarebbero divenute – gradualmente, ma costantemente – superflue”: non mancano poi i riferimenti a Donald Trump, candidato Presidente negli USA, che il sociologo fa rientrare nella categoria di quegli “”uomini forti”, che promettono — in modo irresponsabile, ingannevole, roboante — di trovare quelle misure, di risolvere la complessità.” pretendo però un’obbedienza incondizionata.

(Foto: Wikimedia.org)

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