La tragedia di Capodanno a Crans-Montana continua a restituire nomi, volti e storie spezzate. Nelle ultime ore sono stati identificati i primi tre cittadini italiani tra le vittime dell’incendio scoppiato nel locale Le Constellation. Si tratta di Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Barosi, tre ragazzi presenti nel club la notte del 31 dicembre, quando un incendio devastante ha trasformato una festa in una strage.

Chi erano i tre ragazzi italiani morti a Crans-Montana
Giovanni Tamburi aveva 16 anni. Studente liceale, era in vacanza per le feste quando si trovava nel locale al momento dell’incendio. Per giorni il suo nome era rimasto tra quelli dei dispersi, alimentando una speranza che si è spenta solo con la conferma ufficiale.
Emanuele Galeppini, 17 anni, era residente all’estero ma fortemente legato all’Italia. Anche per lui l’identificazione è arrivata dopo giorni di incertezza, in un contesto reso difficilissimo dalle condizioni delle vittime e dall’elevato numero di feriti.
Achille Barosi, 16 anni, milanese, frequentava il liceo artistico ed era noto per la sua passione per il disegno. Secondo le ricostruzioni, dopo essere riuscito inizialmente a uscire dal locale, sarebbe rientrato per recuperare giacca e telefono. Da quel momento non è più riuscito a mettersi in salvo.
Il bilancio della strage: morti, feriti e dispersi
Il bilancio della tragedia resta drammatico. Le autorità parlano di oltre quaranta vittime, con un numero di feriti che supera le cento persone. Alcuni sono ricoverati in Svizzera, altri trasferiti in Italia, soprattutto nei centri specializzati per le ustioni.
Il dato più complesso riguarda i dispersi e i pazienti non immediatamente identificabili: ustioni gravi, sedazione e assenza di documenti hanno reso necessari accertamenti lunghi e delicati, prolungando l’angoscia delle famiglie.
Perché le identificazioni hanno richiesto così tanto tempo
In eventi di questa portata, l’identificazione delle vittime non è immediata. I corpi devono essere sottoposti a verifiche medico-legali rigorose, mentre per i feriti è necessario attendere condizioni cliniche compatibili con il riconoscimento.
In molti casi è stato indispensabile ricorrere a confronti scientifici per evitare errori irreversibili. È per questo che, per giorni, le liste dei dispersi e delle vittime sono rimaste in continuo aggiornamento.
L’inchiesta sul locale Le Constellation
Parallelamente all’identificazione delle vittime, è entrata nel vivo l’inchiesta giudiziaria. I gestori del locale, una coppia di coniugi francesi, risultano indagati per ipotesi di reato che includono omicidio per negligenza, lesioni personali e incendio colposo.
Gli inquirenti stanno analizzando diversi aspetti: le condizioni strutturali del locale, i materiali presenti sul soffitto, la gestione delle uscite di sicurezza, la capienza effettiva e il rispetto delle norme antincendio.
I materiali e la propagazione delle fiamme
Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda la rapidità con cui il fuoco si è diffuso all’interno del locale. Alcuni materiali presenti nel soffitto avrebbero favorito la propagazione delle fiamme e del fumo, rendendo impossibile la fuga in pochi minuti.
Su questo aspetto saranno decisive le perizie tecniche, che dovranno stabilire se tali materiali fossero conformi alle normative e se abbiano avuto un ruolo determinante nella strage.
Feriti gravi e trasferimenti negli ospedali
Molti dei feriti presentano ustioni estese e problemi respiratori. I trasferimenti in Italia sono avvenuti solo dopo valutazioni cliniche molto stringenti, perché ogni spostamento comporta rischi elevati per pazienti in condizioni critiche.
I medici parlano di una fase ancora delicata, in cui la priorità resta la stabilizzazione e la prevenzione di infezioni e complicazioni polmonari.
Il dolore delle famiglie e l’attesa di verità
Per i familiari di Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Barosi, la conferma della morte segna la fine di giorni di speranza e l’inizio di un lutto devastante. Molte famiglie restano ancora in attesa di notizie definitive sui propri cari.
La richiesta comune è una sola: capire cosa sia successo davvero e se questa tragedia poteva essere evitata.
Cosa succede ora
Nei prossimi giorni proseguiranno le identificazioni delle altre vittime, il monitoraggio dei feriti e l’inchiesta giudiziaria. Le perizie tecniche e le testimonianze saranno decisive per chiarire responsabilità e dinamica dell’incendio.
La strage di Crans-Montana resta una delle tragedie più gravi degli ultimi anni per numero di giovani coinvolti. I nomi dei tre ragazzi italiani identificati sono ora il simbolo di una notte che ha lasciato un segno profondo anche in Italia.
