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12 motivi per non trasferirsi alle Canarie: quello che nessuno dice prima di partire

08/01/2026 23:22

Canarie 2026, clima e offerte

Le Canarie vengono spesso raccontate come un luogo perfetto dove vivere o trasferirsi: clima mite tutto l’anno, mare, ritmi rilassati e un costo della vita considerato più basso rispetto ad altre destinazioni europee. Una narrazione che, negli ultimi anni, ha spinto migliaia di italiani a partire con l’idea di trovare un piccolo paradiso.

La realtà, però, è più complessa. Accanto agli indubbi vantaggi, esistono anche aspetti meno raccontati che possono incidere profondamente sulla qualità della vita. Problemi strutturali, sociali, ambientali ed economici che spesso emergono solo dopo mesi, o anni, di permanenza.

Ecco quindi dodici motivi concreti per cui le Canarie potrebbero non essere la scelta giusta per tutti.

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Un clima costante che alla lunga stanca

Per molti il clima è il principale richiamo. Tuttavia, vivere in un luogo dove le stagioni quasi non esistono può diventare monotono. Alle Canarie le temperature oscillano raramente sotto i 18 gradi o sopra i 30, creando una sorta di primavera eterna.

Chi ama l’alternanza delle stagioni, l’autunno o il freddo invernale, può iniziare a sentire una certa mancanza. Inoltre, il fenomeno della calima, con polveri sottili provenienti dal Sahara, rende periodicamente l’aria pesante e difficile da respirare.

Turismo di massa e sovraffollamento

Il turismo è la spina dorsale dell’economia locale, ma rappresenta anche uno dei principali problemi. Alcune isole accolgono ogni anno un numero di visitatori sproporzionato rispetto ai residenti, mettendo sotto pressione servizi, infrastrutture e risorse naturali.

Nei periodi di alta stagione, muoversi diventa complicato e molte zone perdono qualsiasi dimensione di vivibilità quotidiana. Non a caso, negli ultimi anni sono nate proteste contro il turismo incontrollato.

Costi nascosti che incidono sul bilancio

Se sulla carta la vita sembra economica, nella pratica emergono spese impreviste. Durante festività, eventi o alta stagione, voli, affitti brevi e servizi subiscono forti rincari.

Anche mangiare fuori o usufruire di servizi turistici può risultare più caro del previsto, soprattutto nelle zone più frequentate.

Autenticità sacrificata nelle zone turistiche

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Garachico, Isole Canarie

Molte aree sono ormai costruite su misura per il turista straniero. Quartieri interi offrono ristoranti internazionali, locali standardizzati e pochissimi elementi della cultura canaria autentica.

In luoghi come Playa del Inglés o Costa Adeje, il rischio è quello di vivere in una bolla artificiale, lontana dalla vera identità delle isole.

Trasporti pubblici non sempre affidabili

Al di fuori delle due isole principali, i trasporti pubblici risultano spesso insufficienti. Autobus poco frequenti, collegamenti limitati e orari ridotti rendono quasi indispensabile possedere un’auto.

Questo rappresenta un costo aggiuntivo e una difficoltà per chi sperava in una vita più semplice e sostenibile.

Pressione migratoria e tensioni sociali

La posizione geografica delle Canarie le colloca al centro delle rotte migratorie dall’Africa. Negli ultimi anni l’aumento degli sbarchi ha messo in difficoltà le strutture di accoglienza e creato un clima di tensione.

La gestione dell’emergenza resta complessa e incide sul fragile equilibrio sociale dell’arcipelago.

Emergenza ambientale sempre più evidente

Il numero elevato di turisti ha un impatto diretto sull’ambiente. Consumo eccessivo di risorse idriche, aumento dei rifiuti e danneggiamento degli ecosistemi costieri sono problemi sempre più urgenti.

Alcune aree stanno pagando un prezzo altissimo in termini di sostenibilità e qualità del territorio.

Affitti alle stelle e gentrificazione

canarie-viaggi

La diffusione degli affitti turistici ha ridotto drasticamente la disponibilità di case per i residenti. I prezzi degli affitti sono cresciuti rapidamente, rendendo difficile trovare soluzioni accessibili.

In alcune zone, gli stranieri superano numericamente i residenti locali, alterando l’equilibrio demografico e sociale.

Opportunità lavorative limitate

Il mercato del lavoro è fortemente concentrato sul turismo e sulla ristorazione. I salari medi sono più bassi rispetto alla media europea e le possibilità di crescita professionale risultano ridotte.

Solo chi possiede competenze molto specifiche o lavora da remoto riesce a ottenere condizioni migliori.

Collegamenti aerei poco efficienti

Le Canarie non sono facilmente raggiungibili da molte città italiane. I voli diretti sono pochi e spesso operati da compagnie low cost, con servizi limitati.

Chi viaggia spesso per lavoro o necessita di spostamenti frequenti può trovarsi penalizzato.

Offerta culturale limitata

Rispetto a molte città italiane, il patrimonio culturale è ridotto. Musei, eventi e storia non sono comparabili con realtà come Roma, Firenze o Venezia.

Per chi attribuisce grande importanza alla vita culturale, questo può diventare un limite significativo.

Una scelta da valutare con attenzione

Le Canarie restano una meta affascinante, ma non adatta a tutti. Trasferirsi senza conoscere questi aspetti può portare a delusioni e difficoltà inattese.

Come ogni scelta di vita, anche questa richiede consapevolezza, informazioni corrette e una valutazione realistica delle proprie esigenze.

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