
Metal detector all’ingresso delle scuole più a rischio e un nuovo decreto per vietare il possesso di coltelli e armi da taglio negli istituti scolastici. È questa la linea tracciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dopo i gravi episodi di violenza che hanno scosso il mondo della scuola nelle ultime settimane.
L’ipotesi, già sperimentata in alcune realtà italiane e in diversi Paesi europei, diventa ora una misura strutturata: non un controllo generalizzato, ma uno strumento mirato da utilizzare nelle scuole dove il livello di criticità è più alto.
Metal detector solo nelle scuole più a rischio
Il piano del ministero non prevede l’installazione indiscriminata dei metal detector in tutti gli istituti. L’idea è quella di intervenire in modo selettivo, lasciando ai dirigenti scolastici la possibilità di richiedere i controlli in accordo con il prefetto.
«Occorre prevedere il ricorso ai metal detector nelle scuole dove c’è maggiore criticità. Non ovunque e in maniera standardizzata», ha spiegato Valditara, sottolineando come questi dispositivi rappresentino un rimedio estremo, da affiancare ad altri strumenti educativi e preventivi.
Il modello di riferimento è quello delle cosiddette knife arches, già utilizzate nel Regno Unito e in alcune scuole degli Stati Uniti, pensate per individuare armi da taglio all’ingresso degli edifici scolastici.
L’omicidio di Youssef e l’urgenza della sicurezza
La svolta arriva dopo fatti di cronaca che hanno riportato il tema della violenza giovanile al centro del dibattito pubblico. In particolare, l’omicidio del diciottenne Abanoub Youssef, ucciso a coltellate da un coetaneo all’esterno di un istituto scolastico a La Spezia, ha accelerato le decisioni del governo.
Il ministro ha partecipato a un vertice in prefettura nella città ligure, convocato proprio per affrontare l’emergenza sicurezza in vista della riapertura delle scuole. Un segnale politico e istituzionale chiaro: lo Stato intende intervenire.
Un decreto per vietare coltelli e lame a scuola
Accanto ai metal detector, il governo sta lavorando a un nuovo decreto sulla sicurezza che conterrà un divieto esplicito di introdurre a scuola qualsiasi tipo di arma da taglio, anche di dimensioni ridotte.
Il provvedimento dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro la fine di gennaio e punta a rafforzare il quadro normativo già esistente, rendendo più chiari i confini tra oggetti consentiti e vietati negli ambienti scolastici.
Educazione al rispetto e sanzioni disciplinari

Valditara insiste però su un approccio che non sia solo repressivo. Accanto ai controlli e ai divieti, il ministero punta sull’educazione civica e sulla responsabilizzazione degli studenti.
Dal 2024 è stata istituita la Giornata del Rispetto, che viene celebrata in tutte le scuole italiane e coinvolge studenti, docenti e famiglie. L’obiettivo è rafforzare il rispetto delle persone, delle regole e degli spazi comuni.
Parallelamente, sono entrate in vigore nuove norme sulla condotta: il voto in comportamento torna ad avere un peso decisivo, con il 5 che può portare alla bocciatura e il 6 che comporta la sospensione del giudizio.
Sospensioni e lavori socialmente utili
Chi viene sospeso per gravi motivi disciplinari non resterà più a casa. Gli studenti saranno chiamati a dimostrare un impegno maggiore nello studio e, nei casi più seri, a svolgere attività di cittadinanza solidale.
Ospedali, case di riposo, mense per i poveri: luoghi dove, secondo il ministro, si può imparare concretamente il valore del rispetto, della solidarietà e delle responsabilità individuali.
Le misure previste dal piano del ministero
| Misura | Cosa prevede | Quando entra in vigore |
|---|---|---|
| Metal detector nelle scuole | Controlli agli ingressi solo negli istituti con maggiore criticità, su richiesta dei presidi | Progressivamente nel 2026 |
| Divieto armi da taglio | Stop a coltelli e lame di qualsiasi tipo negli ambienti scolastici | Con il nuovo decreto sicurezza |
| Nuove regole sulla condotta | 5 in condotta = bocciatura, 6 = giudizio sospeso | Anno scolastico in corso |
| Sanzioni educative | Attività socialmente utili per studenti sospesi | Già operative |
| Educazione al rispetto | Inserita nei programmi di educazione civica | Dal 2024 |
Una risposta articolata a un’emergenza reale
Il messaggio del ministro è chiaro: la sicurezza nelle scuole non può essere affrontata con un solo strumento. Servono controlli mirati, regole più severe e, soprattutto, un lavoro educativo profondo.
L’obiettivo dichiarato è proteggere studenti e famiglie senza trasformare le scuole in luoghi militarizzati, ma nemmeno ignorare una realtà che, secondo il governo, richiede decisioni rapide e concrete.
