Cresce l’attesa per l’eclissi solare di oggi, 12 agosto, ma insieme all’entusiasmo per l’evento astronomico arriva anche un importante appello alla prudenza da parte degli esperti. Il messaggio è unanime: per osservare il fenomeno servono occhiali specifici, perché i normali occhiali da sole non offrono alcuna protezione reale per gli occhi.

L’appello dell’oculista Massimo Nicolò
A lanciare l’allarme è Massimo Nicolò, medico oculista e assessore alla Sanità della Regione Liguria, meta di villeggiatura per molti turisti in questi giorni. Nicolò ha voluto ribadire con chiarezza che la salute degli occhi viene prima dello spettacolo, invitando i cittadini a non osservare mai direttamente l’eclissi senza le dovute protezioni, e sollecitando anche le altre Regioni italiane a promuovere una campagna informativa coordinata sul tema.
Perché i normali occhiali da sole non bastano
Secondo gli esperti interpellati dai principali quotidiani italiani, nessun sistema fai-da-te garantisce una protezione sufficiente: non i normali occhiali da sole, nemmeno se sovrapposti tra loro, ma neppure vetri affumicati, pellicole fotografiche, vecchi negativi o CD. L’unico strumento sicuro per l’osservazione diretta resta l’utilizzo di occhiali o visori certificati, conformi alla norma internazionale ISO 12312-2, appositamente progettati per ridurre la radiazione solare a livelli compatibili con la sicurezza dell’occhio.
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Il rischio della “cecità da eclissi”
Interpellata sul tema, la dottoressa Monica Varano, direttrice scientifica dell’IRCCS Fondazione Bietti, ha spiegato che osservare il Sole senza un’adeguata protezione può danneggiare la retina, il tessuto dell’occhio responsabile della visione, provocando quella che viene comunemente definita “cecità da eclissi” o retinopatia solare.
Il rischio principale riguarda in particolare la macula, la zona della retina responsabile della visione centrale, dove la luce e i raggi solari possono innescare danni ai fotorecettori, compromettendo la capacità dell’occhio di rispondere correttamente agli stimoli visivi. A questo si possono aggiungere lesioni termiche, soprattutto quando si utilizzano binocoli o fotocamere senza un filtro solare specifico applicato all’obiettivo.
Un pericolo silenzioso: nessun dolore immediato
Uno degli aspetti più insidiosi di questo tipo di danno, sottolineano gli esperti, è l’assenza di dolore immediato: i disturbi visivi possono infatti comparire solo ore dopo l’esposizione, o addirittura a distanza di giorni. Secondo la dottoressa Varano, chi dovesse notare una riduzione della vista, la comparsa di una macchia scura o sfocata al centro del campo visivo, o qualsiasi altro cambiamento della visione dopo aver osservato l’eclissi, dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un oculista, anche in assenza di fastidio immediato.
Massima attenzione per bambini e ragazzi
Un capitolo a parte riguarda i più giovani. Gli occhi di bambini e ragazzi sono particolarmente delicati, e il fascino dell’evento potrebbe spingerli a fissare il Sole anche solo per pochi istanti. Per questo, secondo le raccomandazioni degli esperti, l’osservazione da parte dei più piccoli deve avvenire sempre sotto la costante supervisione di un adulto, verificando che i dispositivi di protezione vengano indossati correttamente e senza interruzioni per tutta la durata del fenomeno.
Attenzione anche con smartphone e binocoli
Le raccomandazioni degli esperti riguardano anche l’uso di strumenti ottici: mai puntare smartphone o binocoli direttamente verso il Sole senza un filtro solare specifico applicato davanti all’obiettivo, per evitare danni sia agli occhi sia ai sensori dei dispositivi stessi.
Cosa fare per osservare in sicurezza
Per godersi lo spettacolo senza rischi, gli esperti raccomandano di acquistare occhiali certificati ISO 12312-2 esclusivamente da rivenditori affidabili, come planetari o negozi specializzati in ottica e astronomia, controllando sempre che la certificazione sia stampata sulla montatura e che le lenti non presentino graffi, lacerazioni o altri danni. In alternativa, resta valido anche il metodo gratuito della proiezione con foro stenopeico, che consente di osservare indirettamente il fenomeno senza alcun rischio per la vista.
Fonte: MilanoToday, Il Fatto Quotidiano, Geopop, Mondo Sanità, Messaggero Veneto, LeccoToday