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Eclissi 12 agosto, orari e copertura città per città: come vederla in Italia

12/08/2026 19:17 - Aggiornamento 12/08/2026 22:11

L’eclissi solare del 12 agosto è la prima totale visibile dall’Europa dal 1999. Dall’Italia sarà però soltanto parziale, e la quantità di Sole che vedrete sparire dipende in modo netto da dove vi trovate: si va da poco meno del 20% in Calabria a oltre il 95% in Liguria.

Il primo contatto è previsto attorno alle 19:30, con differenze locali comprese fra le 19:27 e le 19:38. Il massimo cade tra le 19:52 e le 20:22 a seconda della località.

Le percentuali di oscuramento città per città

Eclissi solare del 12 agosto, l’allarme degli oculisti: i normali occhiali da sole non proteggono la vista

I dati dell’INAF indicano una progressione che cresce da Sud-Est verso Nord-Ovest. Ecco i valori di oscuramento per alcune città:

Genova 93,6% — Torino 93,3% — Bologna 92,7% — Milano 92,3% — Venezia 91,3% — Roma 69,1% — Napoli 45,8%.

I picchi assoluti si registrano nell’estremo Ponente ligure, con Ventimiglia intorno al 95%, e nella Sardegna nord-occidentale, dove nella zona dell’Asinara si sfiora il 98%. All’opposto, nel Salento l’oscuramento si ferma attorno al 10%.

Una precisazione utile, perché genera confusione: se trovate percentuali diverse per la stessa città non è un errore. Alcune fonti riportano l’oscuramento, cioè la frazione di area coperta, altre la magnitudine, cioè la frazione di diametro. Per Roma i due valori sono rispettivamente circa 69% e 79%.

Il vero ostacolo: il tramonto

Più dell’orario conta la posizione del Sole, che sarà bassissimo. In diverse località il massimo dell’eclissi arriva a pochi minuti dal tramonto, e in alcune zone il Sole scenderà sotto l’orizzonte prima della fine astronomica del fenomeno.

Gli orari del tramonto: Milano 20:36, Roma 20:15, Napoli 20:06. A Roma restano quindi pochi minuti tra il culmine e la scomparsa del Sole.

La conseguenza pratica è una sola: serve una visuale completamente libera verso ovest o ovest-nordovest. Una spiaggia esposta a ponente, un crinale, un punto panoramico, un piano alto. Da una via cittadina con i palazzi davanti non vedrete nulla, a qualunque ora guardiate.

Leggi anche: Eclissi solare del 12 agosto: come e a che ora vederla dall’Italia

Cosa si vedrà davvero dall’Italia

Vale la pena chiarirlo per evitare delusioni. Le fasi spettacolari raccontate a proposito delle eclissi totali — l’anello di diamanti, il buio improvviso, la corona solare — dall’Italia non si vedranno. Sono possibili solo dentro la stretta fascia di totalità, che passa su Groenlandia, Islanda, Spagna settentrionale e Baleari.

Quello che si vedrà è la Luna che intacca progressivamente il disco solare fino a lasciarne una falce sottile, con una luce che si fa più fredda e metallica e una lieve diminuzione della temperatura. Nel Nord-Ovest l’effetto sarà notevole; al Sud molto più contenuto.

Alcuni utenti hanno fatto notare che una volta era molto comune trovare degli occhiali negli inserti delle riviste gratuitamente, a differenza di oggi dove un prodotto di questo tipo può toccare anche i 60-70€ di prezzo.

Altri si sono lamentati per la scarsa visibilità dal loro paese e le nuvole a coprire il fenomeno.

Come guardarla senza farsi male

Non c’è margine di flessibilità: in Italia l’eclissi è parziale in ogni istante, quindi non esiste un solo momento in cui si possa guardare il Sole senza protezione. Anche coperto al 95%, resta accecante.

Servono occhialini conformi alla norma ISO 12312-2, integri e senza graffi. Non proteggono gli occhiali da sole, i vetri affumicati, le lastre radiografiche, i CD, gli occhiali da saldatore non idonei. Un avvertimento cruciale: mai usare gli occhialini insieme a binocolo, telescopio o teleobiettivo, perché lo strumento concentra la luce e degrada il filtro all’istante.

Attenzione anche alla qualità dei prodotti: in Spagna sono stati ritirati dal mercato sei modelli di occhiali per eclissi ritenuti non conformi. Verificate che la certificazione sia riportata sul prodotto.

Come ricorda il Ministero della Salute, l’osservazione diretta può provocare danni permanenti alla retina, la cosiddetta retinopatia

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