Una tragedia si è consumata nella serata di ieri, domenica 16 agosto, sull’Etna, dove un turista statunitense di 30 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine durante un violento temporale.

L’allarme e l’intervento dell’elicottero
L’allarme è scattato poco prima delle 20, facendo scattare l’intervento dell’elicottero Drago 142 dei Vigili del Fuoco. Secondo le prime informazioni, il giovane si trovava in una zona del vulcano non autorizzata alla presenza dei visitatori quando è stato sorpreso dal maltempo, venendo colpito da una scarica elettrica dalle conseguenze fatali.
Il trasporto in ospedale
Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, il turista è arrivato in condizioni disperate: per lui non c’è stato nulla da fare.
L’attrazione (e i rischi) delle colate laviche
L’incidente riaccende l’attenzione sui rischi legati alla presenza di numerosi escursionisti sul vulcano in questi giorni. L’attuale attività eruttiva dell’Etna sta infatti attirando centinaia di persone, incuriosite soprattutto dalle colate laviche che attraversano la Valle del Bove, particolarmente suggestive da osservare nelle ore serali e notturne.
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Sentieri affollati e visitatori non sempre attrezzati
Molti visitatori percorrono i sentieri di Schiena dell’Asino e Serracozzo per raggiungere i punti panoramici più suggestivi, ma non tutti risultano adeguatamente preparati o attrezzati per l’escursione, con il rischio concreto di perdere l’orientamento lungo il percorso.
Un secondo episodio nella notte precedente
Proprio nella notte precedente alla tragedia, altri due giovani della provincia di Catania, un ragazzo e una ragazza sulla ventina, erano stati soccorsi dai tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della stazione Etna Nord, dopo aver smarrito il sentiero che conduceva al parcheggio del Rifugio Citelli.
L’appello alla prudenza
Questi episodi ravvicinati riportano l’attenzione sulla necessità di affrontare le escursioni sull’Etna con la massima prudenza, restando sui percorsi autorizzati, monitorando costantemente le previsioni meteo e dotandosi dell’equipaggiamento adeguato, soprattutto nelle ore serali e notturne in cui la visibilità e i rischi legati al maltempo aumentano sensibilmente.
Fonte: Libero Quotidiano