Sono le ore dell’attesa nel caso Garlasco. La difesa di Andrea Sempio attende la seconda chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia, dopo quella notificata lo scorso 7 maggio, quando i magistrati avevano depositato l’intero fascicolo sul delitto avvenuto nel 2007.

Cosa succederà entro il 28 settembre
Entro il 28 settembre i pubblici ministeri pavesi sono pronti a notificare un nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari, il cosiddetto secondo 415bis, che arriva dopo le consulenze depositate dalla difesa di Sempio lo scorso 25 maggio e le quattro consulenze richieste dalla stessa Procura.
Manca solo la consulenza psichiatrica
Al momento manca ancora il deposito dell’ultima consulenza, quella psichiatrica su Sempio affidata al perito Roberto Catanesi, mentre le altre tre risultano già acquisite nel fascicolo: quella richiesta a Carlo Previderè sul Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima Chiara Poggi, la consulenza integrativa sulle misurazioni antropometriche affidata a Cristina Cattaneo, e le nuove analisi sull’impronta a pallini attribuita all’assassino, richieste a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli.
Venti giorni per le controdeduzioni della difesa
Una volta notificato il secondo avviso di conclusione delle indagini, la difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, avrà a disposizione venti giorni di tempo per presentare eventuali nuove contro-consulenze.
Quando arriverà la decisione della Procura
La battaglia di consulenze che caratterizza questa fase dovrebbe concludersi quando la Procura di Pavia formalizzerà la propria richiesta, di rinvio a giudizio o di archiviazione: un passaggio atteso, secondo le tempistiche abituali, circa due o tre mesi dopo la chiusura definitiva delle indagini.
La ricostruzione della Procura
Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima, è indagato per la terza volta dall’inizio del 2025, dopo che la difesa di Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi e unico condannato in via definitiva per l’omicidio, aveva presentato una nuova consulenza sul Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima. Secondo la ricostruzione formulata dai pubblici ministeri, e che dovrà eventualmente essere vagliata in un processo, l’omicidio sarebbe legato al rifiuto di un approccio da parte di Chiara Poggi.
Il nodo scientifico sul Dna
Nel corso di un incidente probatorio è stato accertato che il materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima è compatibile con la linea paterna di Sempio, ma la perita nominata come terza indipendente ha precisato che non esiste alcun rigore scientifico per stabilire quando e come quel materiale genetico sia stato depositato, né se ciò sia avvenuto per contatto diretto o per una semplice contaminazione.
La cosiddetta “traccia 33”
Un eventuale processo si concentrerebbe anche sulla cosiddetta “traccia 33”, un’impronta di mano rilevata sulla parete delle scale interne della villetta di Garlasco dove fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi. Per la prima volta in diciannove anni, questa traccia è stata di recente associata da parte della Procura di Pavia allo stesso Sempio, ma resta da stabilire con certezza scientifica se vi sia effettivamente sangue su quell’impronta e a chi appartenga realmente.
Presunzione di innocenza
Va ribadito con chiarezza che si tratta, in questa fase, di ipotesi investigative ancora da sottoporre a un eventuale processo: Andrea Sempio resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Giorgia Venturini