Aveva 39 anni e si chiamava Fabio Colapietro l’uomo ucciso il cui corpo è stato ritrovato smembrato in alcuni sacchi neri in un appartamento di Torino. I resti dell’uomo, residente a Settimo Torinese, sono stati scoperti la sera di mercoledì 24 settembre, intorno alle 23, in un’abitazione nel quartiere Borgo Vittoria, dove risiede una professoressa di 49 anni.

Fermate tre persone
La Procura di Torino, che coordina le indagini, ha disposto il fermo di tre persone: un uomo e due donne, tra cui la docente residente nell’appartamento. Il ruolo di ciascuno nella vicenda dovrà essere chiarito nelle prossime ore dagli inquirenti.
L’allarme lanciato dalla madre di uno degli indagati
A lanciare l’allarme era stata una donna che aveva chiamato il 112 riferendo che il figlio le aveva detto di aver fatto del male a una persona. Quando gli agenti delle Volanti sono giunti sul posto, hanno accertato che i fatti si erano svolti in un altro appartamento, in un’altra zona della città, dove si sono trovati davanti a una scena drammatica.
L’abitazione sotto sequestro
Nell’appartamento, analizzato dalla Polizia Scientifica e ora sotto sequestro, sono stati rinvenuti elementi che lascerebbero ipotizzare come possa essere stato il luogo in cui si è consumato il delitto. La prima ipotesi degli investigatori è che l’uomo sia stato aggredito e ucciso proprio all’interno dell’abitazione.
Le indagini della Squadra Mobile
Nelle ore successive al ritrovamento sono state condotte diverse perquisizioni in varie abitazioni e ascoltati alcuni possibili testimoni, prima di arrivare al fermo dei tre soggetti, gli stessi trovati in casa al momento dell’intervento della polizia. Gli investigatori sono risaliti a loro indagando su chi frequentasse abitualmente quell’appartamento, descritto dai vicini come luogo di un continuo via vai di persone.
Il movente ancora da chiarire
Resta tutta da chiarire quale fosse il rapporto tra la vittima e le persone fermate, e cosa sia accaduto esattamente prima della morte dell’uomo. Al momento gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di una vicenda legata alla droga, ma si tratta ancora di una semplice ipotesi investigativa. Non è inoltre ancora chiaro chi, tra le persone fermate, abbia materialmente ucciso l’uomo e quale sia stato il contributo di ciascuno nella vicenda.
Presunzione di innocenza
Nelle prossime ore la Procura valuterà l’eventuale richiesta di misure cautelari nei confronti delle tre persone fermate, che restano presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Antonio Palma