Andrea Sempio ha parlato per la prima volta dopo la chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco, avvenuta lunedì 28 settembre. L’unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi è stato intervistato da Quarto Grado, la trasmissione di Rete 4 condotta da Gianluigi Nuzzi, dopo mesi di sostanziale silenzio pubblico.

“Non credo ci siano elementi per un processo”
Sempio, interpellato sulla possibilità di un rinvio a giudizio, ha dichiarato: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo”.
“Non sono io ad aver ucciso Chiara”
L’indagato ha ribadito ancora una volta la propria estraneità ai fatti: “Non sono io ad aver ucciso Chiara”. Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, il presunto movente sarebbe legato a un rifiuto di natura sessuale da parte della giovane. Su questo punto Sempio ha commentato con un pizzico di ironia: “Capisco che alla fine bisognava trovare un movente. È stato scelto questo, va bene…”, per poi aggiungere con tono più serio: “Capisco che andava trovata una motivazione, ma spiegheremo tutto”.
“Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi”
Rispondendo alle nuove ipotesi dell’accusa, Sempio ha attribuito poca solidità alle consulenze depositate dalla Procura, sostenendo che le indagini non sarebbero arrivate a risultati certi. Sulla cosiddetta impronta 33, identificata dagli inquirenti come l’orma della sua mano sul muro della villetta, ha dichiarato: “Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere” una spiegazione alternativa. Sulla misura del piede, altro elemento al centro delle indagini, ha precisato: “Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi”.
“Siamo alla fine di un percorso durato un anno e mezzo”
Sempio ha sottolineato che, nonostante la conclusione dell’inchiesta preliminare, la sua posizione non sarebbe cambiata: “Siamo alla fine di un percorso investigativo durato un anno e mezzo. Mi conforta soltanto il fatto che prima o poi emergerà tutto quello che c’è dietro l’inchiesta”. Ha inoltre precisato di non voler commentare pubblicamente alcuni aspetti dell’indagine, comprese le intercettazioni finite agli atti: “Non ho risposto su questi temi davanti alle autorità, quindi non ne parlerò con la stampa”.
Un pensiero per la famiglia di Chiara
Nel corso dell’intervista, Sempio ha anche rivolto un pensiero ai familiari della vittima: “È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia, a iniziare dai suoi parenti che ancora, dopo quasi vent’anni, non vedono la parola fine relativamente all’aspetto giudiziario. A tutti loro va la mia vicinanza”.
Gli atti inviati a Milano per la revisione di Stasi
Nel frattempo, secondo quanto riportato da Adnkronos, la Procura di Pavia avrebbe inviato alla Procura Generale di Milano altri atti depositati con la seconda chiusura delle indagini su Sempio, proprio per valutarli nell’ottica di un’eventuale richiesta di revisione della sentenza nei confronti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Presunzione di innocenza
Va ribadito che Andrea Sempio resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva: le sue dichiarazioni, così come le ipotesi della Procura di Pavia, restano al vaglio della magistratura in vista dell’udienza preliminare.
Fonte: Virgilio Notizie, Il Mattino, PerSempreNews, con dichiarazioni rilasciate a Quarto Grado (Rete 4)