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Garlasco, l’ammissione del genetista dei Poggi: “Test negativo sulla bici di Stasi? Lo sapevo”

03/10/2026 12:57

Il caso delle contro-analisi con esito “totalmente negativo”, mai comunicate, riguardo il Dna di Chiara Poggi trovato sui pedali della bicicletta bordeaux di Alberto Stasi, è la svolta più importante che la Procura di Pavia ha comunicato alla chiusura delle indagini. Oggi, per chi indaga, rappresenta una delle prove che rivelerebbe la debolezza dell’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Stasi.

Il genetista Marzio Capra a Quarto Grado durante la puntata dedicata al caso Garlasco e ai test sui pedali della bicicletta

L’ammissione a Quarto Grado

Su questa vicenda è intervenuto a Quarto Grado il genetista della famiglia Poggi, Marzio Capra, che ha dichiarato: “Non sappiamo se la verifica sia stata fatta sullo stesso campione, noi non sappiamo nulla. Guardando i dati grezzi si dovrebbe determinare che si tratti di campioni diversi: a me hanno detto dei dati negativi, li ho visti, me lo hanno detto il 24, quando ho firmato il verbale dove mi sono stati fatti vedere tutti i risultati”.

La replica sul consulente Fabbri

Interpellato sul fatto che il consulente della difesa Stasi, Fabbri, avrebbe dichiarato di non aver mai visto quei dati, Capra ha risposto: “Sarà stato distratto”, ripetendo la frase per tre volte nel corso della puntata.

Le due versioni sulla cronologia

Secondo la ricostruzione riportata da Il Difforme, quando in studio è stato chiesto a Capra se nel 2007 qualcuno gli avesse comunicato i risultati negativi sui pedali, il genetista non avrebbe esitato a rispondere di sì. La cronologia che ha raccontato il 2 ottobre a Quarto Grado risulterebbe tuttavia diversa da versioni precedenti: Capra ha indicato di averle viste il 24 settembre tra i risultati della settimana, confermando che nei giorni decisivi i consulenti di parte non erano presenti.

Il richiamo al verbale

Va detto, per correttezza, che lo stesso Capra ha richiamato la formula del verbale dell’epoca, che parla genericamente di tutti i risultati “sinora ottenuti”: una lettura più ampia della frase resterebbe quindi possibile, e la vicenda appare tutt’altro che definita.

Le altre dichiarazioni a Fanpage

In una precedente intervista a Fanpage.it, Capra aveva già dichiarato: “Io ho sempre visto tutto. Abbiamo affrontato più volte i test negativi sui pedali”. Anche l’allora capitano del Ris Alberto Marino, che eseguì i test sui pedali, aveva precisato di “non poter escludere” di aver mostrato ai genetisti della difesa Stasi le due corse negative.

La versione di Garofano

Sulla vicenda si è espresso anche l’ex comandante del Ris Luciano Garofano, che ha smentito l’ipotesi di un depistaggio, sottolineando come il Dna di Chiara Poggi sui pedali non possa essere “cancellato” dai nuovi elementi emersi.

La versione di Portera

A Quarto Grado è intervenuto anche Giorgio Portera, in servizio ai Ris dal 2005 al 2009 e autore materiale del test sulle tracce di Dna trovate sulla bici di Stasi. Portera ha difeso il proprio operato, escludendo l’ipotesi di uno scambio di provette, pur ammettendo che un errore del genere “può sempre avvenire” in qualsiasi laboratorio. Alla domanda diretta se quella sera avesse “messo qualcos’altro” nei campioni, ha risposto stizzito: “Stiamo scherzando?”.

Presunzione di innocenza

Va ribadito che l’intera vicenda, comprese le diverse ricostruzioni fornite dai consulenti coinvolti, resta al vaglio della magistratura. Nessuna delle dichiarazioni rilasciate in tv costituisce un accertamento giudiziario definitivo, e la posizione di tutte le persone coinvolte nelle indagini, compreso Andrea Sempio, resta coperta dalla presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza.

Fonte: Leggo.it, Il Difforme, Fanpage.it, con dichiarazioni rilasciate a Quarto Grado (Rete 4)

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