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Nasce Giurify, la piattaforma di intelligenza artificiale per la consulenza legale alle imprese

08/10/2026 11:01

Una piattaforma di intelligenza artificiale, addestrata su fonti giuridiche ufficiali, che analizza e genera contratti e documenti, affiancata da una rete di avvocati che interviene su richiesta del cliente. È Giurify, il progetto legaltech che punta a offrire alle imprese italiane un “dipartimento legale digitale”. Tra i fondatori ci sono il polo di ricerca sull’IA P49 e Federico Faggin, inventore del primo microprocessore.

Giurify, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale per la consulenza legale alle imprese italiane fondata anche da Federico Faggin

I numeri del lancio

Dopo oltre otto mesi di test in versione beta con imprese e professionisti, la piattaforma parte con un round di raccolta e investimenti da 2,5 milioni di euro, 40 assunzioni, alcune già effettuate e altre programmate nei prossimi dodici mesi, e oltre 600 imprese già iscritte al servizio.

Come funziona in tre passaggi

Il percorso è semplice. Nel primo passaggio l’impresa carica un documento o descrive il caso. Nel secondo l’intelligenza artificiale lo analizza, confrontandolo con la normativa applicabile e con gli orientamenti della giurisprudenza. Nel terzo, se l’impresa lo richiede, entra in gioco un avvocato esperto nella materia, con mandato diretto tra professionista e cliente.

3,5 milioni di fonti ufficiali

La piattaforma attinge a circa 3,5 milioni di fonti ufficiali: sostanzialmente tutte le leggi, le sentenze, la prassi e le circolari italiane, costantemente aggiornate, citabili e verificabili. L’obiettivo, spiegano i promotori, è evitare le cosiddette “allucinazioni” e le risposte errate.

Il bisogno delle imprese

Il progetto vuole rispondere a un’esigenza che emerge da un dato dell’Organismo congressuale forense: quasi il 60% delle imprese italiane non ha un avvocato di riferimento continuativo, ma oltre tre su quattro (76,7%) si sono rivolte a un legale.

Faggin: “La responsabilità resta umana”

Il messaggio dei fondatori è che l’IA non sostituisce il professionista. “Giurify unisce la potenza dell’intelligenza artificiale all’esperienza dell’avvocato”, spiega Faggin: l’intelligenza artificiale analizza, ricerca e prepara contratti e soluzioni legali, mentre il professionista verifica, integra e valida il risultato. “La tecnologia accelera il lavoro”, aggiunge, ma “la decisione finale e la responsabilità resta umana”.

Per chi è pensato

Il servizio è rivolto alle imprese e non ai privati cittadini: lo scopo dichiarato è offrire una consulenza legale continuativa anche a chi non ha un legale di fiducia, affiancando, e non eliminando, la figura dell’avvocato.

Fonte: Ansa (Canale Tecnologia)

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