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Tumore al pancreas, primo trattamento al mondo con la “colla radioattiva” al Gemelli: la sperimentazione parte da Roma

08/10/2026 15:11

Per la prima volta al mondo una paziente con tumore del pancreas localmente avanzato e non operabile è stata trattata con una “colla” biologica radioattiva, iniettata direttamente nel tumore. L’intervento è stato eseguito al Policlinico Gemelli di Roma nell’ambito di uno studio clinico internazionale. Altre notizie nella sezione tumore al pancreas.

Un'équipe medica del Policlinico Gemelli di Roma durante il primo trattamento al mondo con la "colla radioattiva" contro il tumore del pancreas

La paziente e l’intervento

La procedura è stata realizzata dal professor Roberto Iezzi, direttore della Radiologia interventistica della Fondazione Policlinico Gemelli, su una donna di 63 anni con adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato e non operabile. L’intervento è percutaneo e mininvasivo, è stato eseguito in anestesia locale e minima sedazione, è durato circa un’ora e non ha causato complicanze post-operatorie.

Come funziona la “colla radioattiva”

Il dispositivo, chiamato YntraDose, è una speciale colla biologica che contiene particelle di Ittrio-90, un isotopo che emette radiazioni. Iniettata all’interno del tumore, rilascia la radioterapia in modo mirato, direttamente nella lesione. L’obiettivo è creare le condizioni per una successiva operabilità, cioè trasformare tumori inizialmente non asportabili in lesioni che si possano operare.

I controlli dopo il trattamento

Come conferma della precisione del trattamento, la PET-TAC con Ittrio-90 eseguita 24 ore dopo l’intervento e ripetuta dopo sette giorni ha mostrato la corretta deposizione del radiofarmaco all’interno del pancreas.

Il trial internazionale

La paziente è la prima in assoluto trattata nell’ambito dello studio YntraDose, multicentrico e in aperto, che coinvolge centri di Italia, Belgio e Gran Bretagna. Il principal investigator è il professor Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center della Fondazione Policlinico Gemelli. L’idoneità al trattamento è stata discussa dal team multidisciplinare del tumor board del pancreas.

Una tecnologia nata in Italia

La tecnologia è stata sviluppata dalla biotech italiana BetaGlue Therapeutics, partecipata dalla Fondazione Tech e Biomedical. “Vedere la tecnologia di BetaGlue raggiungere la sua prima applicazione clinica al mondo rappresenta un momento fondamentale”, ha dichiarato la presidente della Fondazione, Cinzia Marchese.

Cosa succede adesso

La sperimentazione non finisce con questo primo caso: l’arruolamento dei pazienti prosegue e i prossimi trattamenti sono previsti a ottobre. I dati raccolti nei prossimi mesi saranno decisivi per capire l’effettivo valore clinico della nuova tecnica. Al momento il trattamento è sperimentale e non è disponibile come terapia di routine.

Fonte: Sky TG24, Il Sole 24 Ore, Civonline, Insalutenews, GuidaUsoFarmaci, con comunicazioni del Policlinico Gemelli e della Fondazione Tech e Biomedical

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