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Ora solare 2026, quando cambia l’orario: la notte del 25 ottobre le lancette tornano indietro. Perché l’Europa non ha ancora abolito il cambio

11/10/2026 10:52

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 torna l’ora solare: alle 3 le lancette vanno riportate alle 2, e per una notte si dorme un’ora in più. Il cambio d’ora, nonostante i molti annunci di abolizione degli ultimi anni, resta infatti in vigore in tutta Europa. Altre guide nella sezione ora solare.

Un orologio con le lancette che tornano indietro: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 torna l'ora solare

Quando cambia l’ora nel 2026

Secondo il calendario dell’Unione europea, l’ora legale termina l’ultima domenica di ottobre: nel 2026 cade il 25 ottobre. Gli orologi vengono spostati indietro di sessanta minuti: dalle 3 si torna alle 2. Per questo motivo, dal punto di vista dell’orario civile, la domenica del cambio durerà eccezionalmente 25 ore anziché 24.

Smartphone e orologi analogici

Smartphone, computer e altri dispositivi connessi si aggiornano automaticamente. Gli orologi analogici e alcuni dispositivi non connessi, come quelli da cucina o da auto, andranno invece regolati manualmente.

Quanto dura l’ora solare

L’ora solare resterà in vigore fino al 28 marzo 2027: il ritorno all’ora legale avverrà nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo, quando le lancette saranno spostate in avanti di un’ora. L’alternanza tra ora legale e ora solare è stata introdotta in Italia nel 1966.

Le giornate sembreranno più corte

Con il ritorno all’ora solare il tramonto arriverà più presto, per cui le giornate sembreranno accorciarsi più rapidamente. L’effetto sull’organismo, ricordano gli esperti, è in genere breve.

L’Europa non doveva abolire il cambio?

Nel 2018 la Commissione europea ha proposto di abolire il cambio stagionale dell’ora, lasciando a ogni Stato membro la scelta tra ora solare o ora legale permanente. Il Parlamento europeo ha approvato la propria posizione nel marzo 2019, ma la proposta richiede anche l’accordo del Consiglio dell’Unione europea, che non è mai stato raggiunto.

Perché lo stallo continua

Il blocco dipende dalla mancanza di un’intesa tra i Paesi: quelli del Nord Europa preferirebbero l’ora solare permanente, mentre quelli del Sud sono più orientati a mantenere l’ora legale. Il rischio, in assenza di un coordinamento, è che il continente si ritrovi con orari diversi da Paese a Paese.

Le ultime tappe

Un documento del Consiglio Ue del 3 giugno 2026 conferma che, dopo lo stallo iniziato nel 2019, la Commissione ha avviato nel febbraio di quest’anno un nuovo studio sugli effetti dell’eventuale abolizione del cambio stagionale. Nel marzo 2026 è stato inoltre pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue il calendario dell’ora legale dal 2027 al 2031. Per ora, dunque, il sistema resta quello attuale: ora legale dall’ultima domenica di marzo e ora solare dall’ultima domenica di ottobre.

Fonte: Il Messaggero, Today.it, Affaritaliani, Diario FVG, Il Sussidiario, iLMeteo

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