Hanno ammesso le sei aggressioni i due ragazzi di 16 e 17 anni denunciati nella notte nell’ambito delle indagini sulla banda della minicar di Roma, tra cui quella ai danni dell’attore Davide Iacopini. Secondo quanto riferito da Adnkronos, uno dei due sarebbe figlio di un carabiniere. Il fascicolo, aperto per tentato omicidio, passa ora alla Procura dei minorenni.

Le indagini e i magistrati
I due sono stati individuati dopo gli accertamenti dei carabinieri e della polizia locale, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani. Il fascicolo, aperto a piazzale Clodio, passa ora alla Procura per i minorenni.
La minicar sequestrata
Nella notte i carabinieri della compagnia di Roma San Pietro e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale hanno sequestrato una minicar che, per caratteristiche e fattezze, corrisponde a quella usata nelle aggressioni del 4 e 5 ottobre, compresa quella che avrebbe provocato il grave ferimento dell’attore.
Conducente e passeggero
I due denunciati, identificati come conducente e passeggero, sono stati sentiti in caserma dal pubblico ministero della Procura di Roma, nella notte, e hanno ammesso i fatti. Secondo Adnkronos, uno dei due è figlio di un carabiniere. Trattandosi di minorenni, non sono state diffuse le generalità.
Il lavoro dei carabinieri
Le indagini, eseguite con l’ausilio delle sezioni “Cyber Investigation” e “Rilievi Tecnico Scientifici” del Nucleo investigativo dei carabinieri e del Ris di Roma, hanno permesso di ritenere la minicar individuata come il mezzo con cui sono state commesse le sei aggressioni.
Le condizioni di Iacopini
L’attore, 42 anni, resta ricoverato con prognosi riservata, dopo gravi lesioni. Per l’aggressione ai suoi danni la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per tentato omicidio.
Cosa resta da chiarire
Restano da chiarire il ruolo preciso di ciascun ragazzo nei singoli episodi e le ragioni dei gesti. Le ammissioni dovranno essere valutate dalla Procura per i minorenni: per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Fonte: Adnkronos, con informazioni della Procura di Roma e dei carabinieri