Il carburante comincia a mancare in Puglia e in Calabria. Quattro giorni di blocchi degli operai dell’ex Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto, insieme alle proteste di agricoltori e autotrasportatori, hanno ridotto la disponibilità di benzina e gasolio in ampie zone delle due regioni, dove centinaia di distributori espongono il cartello “carburante esaurito” e si formano lunghe code, anche notturne. Altre notizie nella sezione carburanti.

Perché il carburante non arriva
All’origine dell’emergenza c’è il presidio dei lavoratori dell’ex Ilva sulle statali 7 e 106 a Taranto, che da lunedì blocca gli accessi alla raffineria Eni e impedisce alle autocisterne di entrare e uscire. Il carburante, secondo le ricostruzioni, c’è nei depositi, ma non arriva alle pompe. La raffineria di Taranto è uno snodo strategico per la distribuzione nel Sud: rifornisce una parte della rete tra Puglia, Basilicata e Calabria e da lì transitano carburanti destinati anche ad altre compagnie e a operatori indipendenti.
I numeri: più di 50 impianti già a secco il 13 ottobre
Già il 13 ottobre Eni aveva comunicato che oltre 50 dei circa 300 punti vendita serviti dalla rete di approvvigionamento avevano esaurito il carburante. Le stazioni più colpite sono quelle della rete Enilive. A Taranto, secondo TRM, l’80% dei distributori risulterebbe ormai a secco, con il gasolio esaurito e scorte di benzina ridotte al minimo, e l’emergenza si sarebbe estesa al Barese, al Salento e alla provincia di Foggia, fino a minacciare Basilicata e Calabria.
Aeroporti, bus e rifiuti
I disagi toccano anche servizi essenziali. Gli aeroporti di Bari e Brindisi, secondo quanto riferito, sono rimasti senza gasolio fino a venerdì. A Taranto il trasporto pubblico locale ha rischiato un drastico taglio delle corse, evitato dopo che i manifestanti hanno concesso il passaggio alle autocisterne dedicate agli autobus. Difficoltà di rifornimento anche per i mezzi della raccolta rifiuti, come segnalato da Kyma Ambiente.
Le proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori
L’emergenza deriva dalla combinazione di due proteste: quella degli operai dell’ex Ilva, costretti alla cassa integrazione nei prossimi mesi dopo la sospensione della produzione, e quella del mondo agricolo e olivicolo, insieme agli autotrasportatori in sciopero. In Calabria, in particolare, da giorni sono in corso blocchi con effetti sulle forniture ai distributori.
Il rischio per la raffineria
Eni, riferisce TRM, non esclude una fermata programmata della raffineria qualora dovessero persistere le difficoltà operative. La risposta, spiegano le cronache, dipenderà dagli sviluppi della vertenza ex Ilva e dalle decisioni sulla gestione dei blocchi.
Cosa non è confermato
Nelle fonti consultate non risultano dati ufficiali sulla scarsità di altre merci: i disagi documentati riguardano carburante, aeroporti, trasporto locale e raccolta rifiuti. Gli aggiornamenti vanno seguiti sui canali delle autorità e delle compagnie.
Fonte: Repubblica Bari, Il Fatto Quotidiano, Auto361, Automoto, TRM, PugliaPress, Ledicola